Newlat investe a Salerno I sindacati in allarme
Acquisita dal gruppo la Centrale del Latte per una base d’asta di 12,7 milioni Da Cgil e Cisl preoccupazione sugli esuberi e per il destino degli stabilimenti
REGGIO. «Se e cosa cambia». È l'interrogativo con cui sono alle prese i sindacalisti di categoria di Cgil, Cisl reggiani, dopo aver appreso la notizia che la proprietà della Newlat ha acquisito nella giornata di ieri la Centrale del Latte di Salerno. Un accordo che sarà perfezionato nel giro di circa mese, dopo le verifiche e gli accertamenti del caso. L'operazione si è conclusa dopo un lungo iter di cui i sindacati erano a conoscenza. Quello che non potevano sapere invece era che quella Newlat sarebbe stata l'unica offerta presentata sulla base d'asta di 12 milioni e 701mila euro. I sindacati si trovano oggi davanti a diversi interrogativi. A partire dal futuro del polo lattiero-caseario, che fa perno sui due stabilimenti: l’ex Giglio di Reggio e quello di Lodi, su cui non molti mesi fa era stata annunciata l'intenzione di licenziare 177 degli attuali dipendenti. La Newlat è già proprietaria dei marchi Giglio, Polenghi e Matese, nel settore lattiero-caseario ed è licenziataria del marchio Buitoni, (prodotto nello stabilimento di San Sepolcro, in provincia di Arezzo) nel settore della pasta. Stando a quanto anticipato dalla proprietà, l’intenzione sarebbe di sviluppare un piano di rilancio basato sull’innovazione tecnologica e la filiera corta.
Una strategia che i sindacati, da quelli nazionali a quelli di categoria della nostra provincia, seguono con attenzione e preoccupazione essendo alle prese con un gruppo che aveva annunciato non solo gli esuberi, ma anche un nuovo piano industriale. «La situazione attuale – dicono da Cgil e Cisl – vede al 30 giugno la scadenza della cassa integrazione. In seguito, sulla base dell’accordo, ci sarà la cassa integrazione in deroga, almeno fino a dicembre 2014. L’azienda non espellerà nessuno e a breve sono programmati incontri sia per discutere del piano industriale sia per affrontare i temi legati al ricorso agli ammortizzatori sociali». La preoccupazione in casa dei sindacati è palpabile. E già ieri tra Reggio, Bologna e Roma, le telefonate sono state accese e ripetute. «Ci sono impegni sottoscritti, ma al tempo stesso c’è un evento nuovo e c’è da capire una vicenda che coinvolge tutti i siti produttivi, sia del settore lattiero-caseario sia quello della pasta. E per questa ragione la situazione è costantemente monitorata a livello nazionale», si limitano per ora a commentare i sindacalisti reggiani. (r.f.)
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