«Niente analisi sui platani Non si doveva abbatterli»
Cadelbosco, contestata “l’osservazione” effettuata dal Consorzio Fitosanitario L’agronomo Romano: «Abbiamo segnalato il fatto al Corpo forestale dello Stato»
CADELBOSCO SOPRA. «Nessuna analisi di alcun tipo è stata effettuata sui platani abbattuti, ma solo un esame visivo: sono dunque stati semplicemente osservati».
Non si placa la polemica sull’abbattimento delle piante di piazza XXV Aprile - eliminate dal Comune di Cadelbosco Sopra, martedì scorso, dopo la valutazione del Consorzio Fitosanitario Provinciale di Reggio Emilia e dopo che i consiglieri Paolo “Oracolo” Brunazzi e Paolo Giansoldati si erano legati alle transenne del cantiere per protesta. Oggi interviene l’agronomo Roberto Romano che si fa portavoce dei dubbi sollevati dal documento redatto dal Consorzio fitosanitario sulla situazione dei platani.
Romano, membro del gruppo cadelboschese di Rifondazione Comunista, dopo aver letto la relazione del Consorzio, fa sapere con un comunicato di aver fatto visionare alcune foto delle piante ad alcuni ex colleghi della facoltà di Agraria dell'Università di Bologna, che sarebbero d'accordo nell'affermare che i platani «sono stati semplicemente osservati». Dal documento, inoltre, secondo l'agronomo, i processi degenerativi delle piante sarebbero stati «solamente presunti» e non «scientificamente» motivati dai tecnici del Consorzio fitosanitario provinciale di Reggio Emilia.
«Dalla stessa relazione – spiega Romano – si “presume” che ci possano essere stati processi degenerativi in corso, ma non si specifica altro, non si giustifica scientificamente tale presunzione e dunque, ribadisco, non vi è alcuna certezza; il tecnico del Consorzio giustifica l’abbattimento solo con una presunta incompatibilità con il contesto urbano in cui le piante erano inserite».
E a riguardo, appunto, del “contesto urbano” e della rimozione degli alberi, che è avvenuta a un anno di distanza dagli esami effettuati dal Consorzio fitosanitario, Romano critica la scelta dell’Amministrazione comunale, che «avrebbe potuto adoperarsi per valutare la possibilità di progettare la piazza in modo da renderla “compatibile” con le piante, piuttosto che tirar giù i platani. Tra l’altro, se davvero ci fosse stato il rischio di “crolli” e comunque si fosse ravvisato un reale pericolo per la popolazione, si evidenzierebbe una inadempienza del Comune che ha lasciato le cose come stavano per parecchio tempo».
Infine, l’agronomo fa sapere che lui e il suo partito hanno segnalato la vicenda al Corpo forestale dello Stato: «Abbiamo provato a contattare il Consorzio fitosanitario per avere dei chiarimenti ma non abbiamo mai trovato nessuno disponibile a darceli. Ad ogni modo, abbiamo provveduto a fare una segnalazione al Corpo forestale dello Stato di Reggio Emilia, al fine di far verificare, se non il rispetto dell’ambiente, almeno quello delle leggi».
Lucia Cuccurese
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