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«L’Appennino frana, ci servono aiuti»

«L’Appennino frana, ci servono aiuti»

La presidente della Provincia di Reggio lancia l’allarme sulla situazione disastrosa della Sp513, chiusa dal 2 giugno

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VETTO. «Non c’è bisogno che ci chiedano attenzione per i problemi delle imprese vettesi e ramisetane, dei pendolari, di chi ha necessità di accedere ai servizi percorrendo la provinciale 513. La situazione di quella strada è costantemente al centro della nostra attenzione e della nostra azione. E alla Cna ricordo che la Provincia non è la controparte: dobbiamo lavorare insieme se vogliamo ottenere risultati». Così la presidente della Provincia, Sonia Masini, è voluta intervenire in merito alla situazione della strada della Val d’Enza, chiusa dal 2 giugno per il riattivarsi della frana in località Cantoniera di Vetto.

La Masini non nasconde che la situazione è molto complessa e che non sarà affatto semplice riaprire rapidamente la strada. «Sulle frane precedenti siamo sempre intervenuti con tempestività, ma stavolta è in movimento un distacco veramente imponente. Sulla strada sono caduti macigni di due metricubi. Il nostro obiettivo è riaprire rapidamente la provinciale, ma ci sono anche rischi nel lavorare in una situazione del genere».

«Credo che la Cna non dovrebbe rivolgersi solo alle istituzioni locali – aggiunge la Masini riferendosi all’appello lanciato nei giorni scorsi da imprenditori ed esercenti – lo sanno tutti che i Comuni non sono in grado di accollarsi interventi che attualmente, essendo in situazione d’emergenza, si aggirano intorno alle centinaia di migliaia di euro. Ancor meno potrebbero accollarsi la soluzione definitiva, ossia la costruzione della galleria che abbiamo previsto di realizzare, il cui costo si aggira attorno ai 4 milioni. Non bisogna dimenticare – prosegue la presidente – che la Provincia è decimata e ha subito pesantissimi tagli di bilancio (tra i 3 ed i 7 milioni di euro). Purtroppo sono a rischio anche il mantenimento di alcune scuole, la manutenzione delle strade, la spalatura della neve. Questa, per noi, è davvero una fase molto delicata, ed in situazioni d’emergenza come quella provocata dalla frana gli interlocutori diventano in primo luogo la Regione e il Governo».

Interlocutori che, però, sono più distanti e difficili da raggiungere. «Per quanto ci riguarda – prosegue la Masini – stiamo approntando una richiesta di finanziamento da avanzare alla Regione: non siamo più la Provincia di qualche anno fa, che aveva capacità di investimento per decine di milioni. Negli ultimi due anni, grazie anche a contributi regionali, abbiamo investito milioni e milioni sulle frane, ma non quanto sarebbe stato necessario. E oggi siamo in una situazione di vero allarme perché tutto l’Appennino sta franando». Sugli interventi specifici riguardanti la 513 e la possibile riapertura, infine, la Masini conferma che si sta valutando un intervento di disgaggio dei macigni a rischio caduta: «Il nostro impegno c’è tutto – conclude – ma questa è una calamità che per dimensioni è davvero complessa da arginare».

Luca Tondelli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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