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Tutti i misteri del seggio di via Premuda

Tutti i misteri del seggio di via Premuda

La Digos ha sentito per due ore la rappresentante di lista del M5S Patrizia Domenichini che aveva subito denunciato il caso

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Dopo il sequestro delle schede, gli interrogatori. Il primo, ieri sera, è durato due ore.

Sta ufficialmente entrando nel vivo l’indagine sul caso brogli, coordinata dal sostituto procuratore Isabella Chiesi. Le prime a essere convocate in questura sono state la neo consigliera del Movimento Cinque Stelle l’avvocatessa Paola Soragni e Patrizia Domenichini, la rappresentante di lista dei grillini che era presente nel seggio 149 – quello di via Premuda – dove a essere finite sotto accusa sono poco meno di una quindicina di schede. Tutte però per la medesima ragione. Ovvero, quella calligrafia così simile tra una scheda e l’altra a indicare la stessa preferenza: il nome di Salvatore Scarpino (una decina le schede sotto la lente) e quello di Teresa Rivetti.

Ed è stata solo la Domenichini, alla fine, a essere stata sentita. L’audizione è durata due ore. Un’arco di tempo nel quale ha dovuto spiegare quello che è avvenuto nel seggio numero 149, come si sono svolte le procedure di scrutinio. E come si è arrivati ad accorgersi che quelle schede presentavano qualcosa di sospetto, meritevole di approfondimenti. Va detto, che le schede del seggio 149 sono state comunque assegnate. Ma che le stesse, assieme al gruppo di 600 relative a quello spoglio, sono state sequestrate dalla Digos, che nella giornata di mercoledì le ha prelevate dal magazzino di via Mazzacurati. Non è stata sentita e non risulta che verrà sentita in seguito la consigliera Soragni che peraltro aveva soltanto assistito (anche come avvocato) la rappresentante di lista nella sua denuncia. Ancora non sono state convocate, ma è probabile che verranno sentite presto le altre due rappresentanti del Movimento Cinque Stelle, la consigliera comunale Alessandra Guatteri e la parlamentare Maria Edera Spadoni, che all’indomani dello scrutino avevano presentato un esposto in procura per un altro seggio, il numero 7 di viale Montegrappa. Medesime le ragioni della segnalazione: una calligrafia troppo simile in una trentina di schede che ancora davano la preferenza a Scarpino e Rivetti. A differenza delle schede del seggio 149, queste non sono state conteggiate e ora sono sotto sequestro. Sul fronte indagini, poi, si attende la nomina del tecnico da parte della procura per la perizia calligrafica sulle schede. (el.pe)

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