Impianto biogas, odori insopportabili
Correggio: la protesta dei cittadini che abitano vicino all’azienda, interventi dell’Arpa per gli spandimenti “abusivi”
CORREGGIO. «Non ce la facciamo più, ci svegliamo e andiamo a dormire con l’odore di quel biogas».
Anche ieri mattina in via San Prospero i residenti che abitano a fianco dell’impianto biogas delle Fattorie San Prospero si sono svegliati con un brutta sorpresa. Odori acidi, pesanti, che li hanno accompagnati per tutta la giornata, specialmente in questo periodo di caldo estivo ed alta pressione: «E questo ormai succede quasi tutti i giorni».
La loro non è una lotta improvvisata ma continua dal 2011, ma anche dopo le segnalazioni agli enti competenti, la situazione sembra proprio non cambiare. E la gente è stanca. Stanca dell’odore, di telefonare continuamente ad Arpa, Comune e Provincia ma anche tanto preoccupata per la propria salute e l'ambiente. E lancia un nuovo appello alle autorità competenti.
«Diteci che quell’impianto sta lavorando nella norma e noi smetteremo di alzare la voce». Un appello disperato, esasperato da tanti anni di lotte e sopratutto dal fatto che, a detta dei residenti, «i proprietari non sembrano rispettare la legge».
La prima segnalazione risale al settembre 2011 e questa portò «all’ispezione dell’impianto e una prima diffida perché all'interno dell'impianto venivano utilizzate tipologie di biomassa non consentite».
Ma questa non è certo l’unica diffida. E il fatto di ricevere continui moniti sembra non spaventare i proprietari dell’impianto biogas come dimostrano anche i recenti fatti.
«Qui – spiegano alcuni residenti – continuano a buttare digestato e liquame sul terreno. Lo hanno fatto ad intervalli brevi e ripetuti fino a ieri. Non crediamo che questo sia consentito dalla legge».
Le perplessità si infittiscono anche a seguito di una richiesta di provvedimenti inviata qualche giorno fa dall’Arpa di Reggio Emilia al sindaco di Correggio (in questo caso al commissario), alla Provincia di Reggio Emilia (Servizio Tutela Ambiente) ma anche al sindaco del Comune di Reggio Emilia visto che lo spandimento di una parte del digestato è stata effettuata su una porzione di terreno posto sul territorio del capoluogo.
In tale richiesta si legge che l’Arpa «invitava il personale Ronchi Energy Farm a sospendere le operazioni in corso, come effettivamente poi realizzato». Ma anche che «tali attività di spandimento (del 19 e 22 maggio, ndr) risultano essere effettuate in violazione al divieto previsto dalla diffida art.11 - LR. 4/2007 n. 18745/14 emessa dalla Provincia di Reggio Emilia».
Ora non rimane che sapere se la diffida più recente della Provincia riguarda ancora l’utilizzo di tipologie di biomassa non consentite. «Noi vogliamo solo che le leggi siano rispettate. Se loro hanno un divieto di spandere digestato lo devono rispettare. O no? Altrimenti qui ognuno è libero di fare quello che vuole, a rischio e pericolo di tutti e infischiandosene delle leggi vigenti e delle ordinanze sui tempi e i modi degli spandimenti».
Silvia Parmeggiani
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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