«Mio marito è stato ucciso dall’amianto»
Bagnolo: lo sfogo-denuncia di Ornella Cilloni, moglie di un operaio 67enne morto per mesotelioma
BAGNOLO. Dolore e voglia di giustizia. Sono i sentimenti che attanagliano Ornella Cilloni dopo la morte del marito, il 67enne Angelo Subazzoli, morto un mese e mezzo fa per mesotelioma.
«È morto a causa dell'amianto», racconta la donna, con la voce emozionata nel ricordare il compagno di una vita. Lei, conosciuta da tutti a Bagnolo perché ex titolare di una lavanderia del centro, e lui che, originario di Novellara, trascorse l’intera esistenza a Bagnolo dove, oltre a risiedere, lavorò per una ditta che per anni ha lavorato l’amianto. «Quando gli hanno diagnosticato il tumore - racconta Ornella – gli avevano dato pochi mesi di vita. Era come se il mondo ci fosse caduto addosso». Alla tremenda notizia, Angelo (“Angel” per gli amici) non si diede per vinto e accettò di sottoporsi all’asportazione chirurgica della pleura e alla chemioterapia, che gli diedero modo di sopravvivere altri due anni. La chemio, tuttavia, era molto aggressiva e Ornella ricorda la grande sofferenza patita dal marito e, con lui, da tutta la famiglia.
L’ultimo periodo, dopo il ricovero di due mesi in ospedale, Angelo lo passò alla Casa Madonna dell’Uliveto di Montericco. «Ornella, mi tocca morire», gridava “Angel” alla moglie, che spiega: «Ci siamo rivolti all’hospice su consiglio degli specialisti, perché sarebbe stato seguito meglio e poi noi (io, i figli e i nipotini) eravamo sempre da lui, per cercare di fargli forza».
Ma Subazzoli il 14 aprile scorso si è spento: «Sapeva che sarebbe morto e se n’è andato quando ancora capiva tutto. Abbiamo dovuto sedarlo e si è così addormentato per sempre», conclude la vedova che ora, assieme ai figli (Monica e Roberto), sta valutando se avviare un’azione legale per ottenere giustizia.
Lucia Cuccurese
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