«Ascom, l’attuale sede non è più conveniente»
L’ex presidente Paolo Ferraboschi d’accordo con Donatella Prampolini «Nel 2006 la struttura di via Giglioli Valle era ottimale, oggi è eccessiva»
Quando, nel 2006, la Confcommercio traslocò da via Roma in via Giglioli Valle, il presidente era Paolo Ferraboschi. Che oggi, a distanza di sette anni, non rinnega la scelta fatta a suo tempo pur condividendo con l’attuale presidente Donatella Prampolini l’esigenza in questo momento di trovare una nuova sede. «Quando nel 2005 - racconta Ferraboschi - prese forma il progetto di una nuova sede, i motivi erano sotto gli occhi di tutti. Quella di via Roma era diventata una sede ormai vetusta, per non parlare del fatto che cambiava continuamente proprietà e ad un certo punto non sapevamo neppure a chi pagare l’affitto... La necessità di trovare una nuova sede fu condivisa quasi all’unanimità e furono poche le voci fuori del coro». Ferraboschi non fa nomi ma tra le voci fuori dal coro c’era sicuramente quella di Luigi Leoni, allora direttore della Confcommercio, che a quel trasloco non si era mai rassegnato. Fatto sta che il cambio di sede ci fu e, sottolinea Ferraboschi, «il gruppo dirigente assecondò quella scelta». «La soluzione di via Giglioli Valle - prosegue Paolo Ferraboschi - era per quei tempi ottimale. Anche perché strappammo un affitto assolutamente splendido all’epoca, almeno del 30% inferiore alla cifra che poteva ragionevolmente essere chiesta per quella sistemazione. E dobbiamo pensare che se nel 2006 il commercio aveva iniziato a sentire la crisi, nessuno avrebbe mai pensato che in pochi anni saremmo arrivati a questo punto». E se oggi Donatella Prampolini parla della necessità di fare sacrifici, in tempi di spending review, Ferraboschi non ha nulla da obiettare. «Quello che nel 2006 era possibile - ammette - oggi non lo è più. E se allora si poteva pensare di approfittare di quei 3mila metri quadrati di superficie per avviare nuovi progetti, oggi la situazione economica ci mette in croce. Di conseguenza, la scelta di trovare una sede meno dispendiosa e in linea con le attuali esigenze, la trovo una decisione intelligente e probabilmente obbligata». «E anche l’idea di acquistare un immobile magari accendendo un mutuo - prosegue Ferraboschi - oggi, considerando l’andamento del mercato, è probabilmente più razionale rispetto alla scelta di continuare a pagare un affitto». Sulla scelta di una sede in centro storico, su cui pare essere orientata Donatella Prampolini, il suo predecessore non è però del tutto d’accordo. «C’è sempre stato e ci sarà sempre - conclude Ferraboschi - chi vede nell’avere una sede in centro un valore anche simbolico, ma io sono convinto che i problemi logistici, a partire dalla difficoltà a trovare parcheggi, debbano avere un peso maggiore».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
