Oltre 15 milioni per l’acquisto e la ristrutturazione
Un lavoro lungo, una operazione - quella dell’acquisizione e del recupero dell’ex Asilo Manodori che è stata pensata già agli inizi degli anni 2000, ma ha cominciato a concretizzarsi soltanto dopo il...
Un lavoro lungo, una operazione - quella dell’acquisizione e del recupero dell’ex Asilo Manodori che è stata pensata già agli inizi degli anni 2000, ma ha cominciato a concretizzarsi soltanto dopo il 2005 con l’acquisizione, da parte della stessa Fondazione che ha acquistato l’immobile dal gruppo Unicredit. Tra acquisizione e opere di restauro, l’operazione ha comportato un esborso di oltre 15 milioni di euro.
Il progetto di restauro di Palazzo Da Mosto ha mantenuto la struttura originaria del complesso architettonico, recuperando dove possibile anche i fregi pittorici, gli eleganti soffitti a cassettoni, i medaglioni e i cornicioni in terracotta.
L'impianto antico e monumentale, con l'ampio scalone, la loggia, le balconate e parte di un cortile interno sono stati rimessi a nuovo con l'intento di renderli fruibili dalla comunità locale.
In quest'area, è stata allestita una sala conferenze che verrà concessa in uso a realtà del territorio che, di volta in volta, ne faranno richiesta, e un esposizione permanente di footgrafie, giochi e materiale didattico dell'Asilo Manodori. Le ampie sale del primo piano, si potranno utilizzare per iniziative a valenza pubblica, mostre, concerti, performance teatrali o musicali.
Durante i lavori di restauro, sono emerse tracce evidenti del palazzo quattrocentesco. In particolare, la pulitura dei muri di alcune sale del piano terra ha lasciato scoperti parti di affreschi accuratamente recuperati, così come decorazioni dei soffitti in tutta l'ala 'nobile' e una porta d'ingresso sotto il portico dell'accesso da via Mari. È emersa una data che indica il 1495, verosimilmente l'anno di inizio dei lavori di costruzione che si sono protratti per oltre un ventennio. Anche sul pianerottolo dello scalone sono stati ritrovati decori e pezzi di muri della fine del Quattrocento. Nei sotterranei, sono ora evidenti le pavimentazioni e i livelli di abitazioni di epoca medievale.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google