Onore ai caduti dello Sparavalle
Castelnovo Monti: ieri la commemorazione della battaglia combattuta 70 anni fa
CASTELNOVO MONTI. A qualche chilometro da Castelnovo Monti c’è un luogo di notevole importanza storica: è lo Sparavalle.
Su quel passo, infatti, fu combattuta la più grande battaglia in campo aperto della Liberazione: il 10 giugno del 1944, dopo che alcuni reparti nazifascisti avevano cercato di riprendere il controllo della strada statale 63, i partigiani si opposero con forza combattendo strenuamente contro i nemici numericamente superiori. Lo scontro, piuttosto violento, tra la 144esima Brigata e i fascisti durò alcune ore, poi alcuni blindati tedeschi aprirono un varco, la pineta venne incendiata, i partigiani furono costretti a sganciarsi verso il Monte Campestrino. Il mitragliere Canedoli, ancora in divisa da marinaio, ferito, fu finito dai fascisti col calcio dei mitra. Stessa sorte toccò ai due cugini Giglioli, che vennero passati per le armi. La battaglia dello Sparavalle ebbe un’eco talmente forte che spinse molti giovani della montagna e della pianura ad arruolarsi tra le fila dei partigiani. Anche quest’anno, come ogni anno, quella battaglia è stata ricordata a Castelnovo Monti con una giornata dedicata alla memoria e alla condivisione.
Il 70esimo anniversario dello Sparavalle è stato l’occasione per ritrovare i compagni delle battaglie di un tempo, ma soprattutto ha dato la possibilità di attualizzare i valori antifascisti della Resistenza, che hanno portato alla nascita della nostra Costituzione.
Alla presenza dei sindaci di Castelnovo, Busana e Ligonchio, il sindaco di Collagna Paolo Bargiacchi, con un intervento appassionato, ha posto l’attenzione sulla necessità stringente di rimettere proprio la Costituzione al centro dell’azione politica.
«È necessario farlo – ha spiegato Bargiacchi – perché l’attuale società si fonda non sul lavoro, ma sulla precarietà esasperata. Ed è un posto dove per il lavoro si muore. E soprattutto dove le disparità sociali diventano enormi, tra ricchi sempre più ricchi e poveri sempre più poveri. Soltanto riscoprendo e riprendendo in mano i valori per cui hanno combattuto i partigiani settant’anni fa, si potrà davvero rimettere in piedi questo Paese». Uno dei momenti più emozionanti della giornata, baciata dal sole e dal caldo, è stato senza dubbio l’abbraccio tra Giacomo Notari, presidente dell’Anpi reggiana, e Pietro Galassi, uno dei pochi partigiani ancora vivi che hanno combattuto la battaglia del passo dello Sparavalle il 10 giugno di settant’anni fa.
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