Alla sbarra per colpa di Halloween
Casalgrande: citofono infranto e botte alla persona che negò i dolcetti
SCANDIANO. E’ sfociata in un processo la serata di Halloween di un gruppo di giovani che deve aver preso troppo alla lettera il motto “dolcetto o scherzetto?”, ereditato dalla cultura anglosassone. Alla sbarra, c’è un 23enne accusato di aggressione e lesioni.
Tutto è successo la notte del 31 ottobre del 2010. Quando il giovane, all’epoca appena maggiorenne, altri due amici minorenni e le rispettive fidanzate hanno pensato bene di suonare alla porta di un’abitazione a caccia di dolci.
Siamo in via De Sica. Quando marito e moglie si affacciano, verso le 23, mentre sono intenti a mettere a letto i figli piccoli, non assecondano la loro richiesta. Ma i ragazzi, per tutta risposta, sfasciano il citofono.
Il gruppetto fugge, ma il padrone di casa - che si è accorto di quanto avvenuto - prende la macchina e va a cercarli. «Quando ho trovato un ragazzo e una ragazza, ho detto loro che volevo che mi risarcissero il danno, altrimenti avrei chiamato i carabinieri – ha raccontato ieri in udienza la parte lesa –. Ma da dietro mi sono sentito afferrare, poi mi hanno picchiato».
L’uomo all’epoca fu costretto anche a farsi medicare al pronto soccorso dell’ospedale. Se la cavò con sette giorni di prognosi. Ma poi si rivolse ai carabinieri per denunciare tutto.
Qualche giorno dopo, i tre si presentarono accompagnati dalle madri a chiedere scusa per quanto avvenuto.
Per il maggiorenne del gruppo, però, è scattato il processo. E una notte brava si è trasformata in un serio contenzioso con la giustizia. A difendere il 23enne c’è l’avvocato Erika Romani.
Nella prossima udienza, fissata per il 23 giugno prossimo, il giudice Ubaldo Arduini emetterà la sentenza. (el.pe)
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