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Bassa inserita nel progetto Vento

Bassa inserita nel progetto Vento

Boretto: Torino-Venezia, pista cicloturistica più lunga d’Europa (679 chilometri)

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BORETTO. La pista cicloturistica più lunga d’Europa per far entrare anche la Bassa reggiana nel grande circuito del cicloturismo europeo. È questa l’idea alla base di Vento, il progetto che verrà lanciato domani alle 11 a Boretto e che coinvolgerà i comuni dell’Unione della Bassa e il Consorzio di Bonifica dell’Emilia centrale.

L’idea è semplice ed efficace: 679 km di pista ciclabile attraverso tutta la Pianura padana, da Torino a Venezia, per divenire il motore e il tessuto connettivo di una economia diffusa e sostenibile. Centinaia di migliaia di cicloturisti da far pedalare lungo il percorso della rete Vento, toccando 12mila aziende agricole, 300 attività ricettive e duemila attività commerciali, per generare duemila nuovi posti di lavoro “green” e un indotto di 100 milioni di euro annui: questi gli obiettivi dietro al progetto, per la cui realizzazione servirebbero circa 80 milioni di euro, oltre all'impegno di Stato, di quattro Regioni, 12 province e diversi enti fluviali e comuni, che dovrebbero essere coordinati da un unico soggetto.

Domani alle 11 a Boretto saranno gli allievi del Politecnico di Milano, curatori del progetto che, pedalando sul tracciato di Vento, attraverseranno piazze e comuni interessati dal percorso e lo presenteranno alla cittadinanza. Alle 19.15, nella sala consiliare “Marcello Nizzoli” a Boretto, verrà firmato il protocollo d’intesa con i comuni dell'Unione Bassa reggiana e il Consorzio di Bonifica, poi, assieme ai cittadini, si festeggerà con il blues nella Cattedrale del Po.

«È una bella notizia, che fa bella una provincia intera – afferma il presidente del Consorzio, Marino Zani – perché, finalmente, siamo in grado di intercettare in maniera concreta il mondo del cicloturismo».

«È un progetto al quale guardiamo con favore – gli fa eco il sindaco di Boretto, Massimo Gazza – che parte anche dal basso, grazie all'adesione di 3.700 cittadini delle municipalità. Un vero progetto di rilevanza nazionale».

In parte Vento esiste già: quel che mancano sono accordi a livello istituzionale, collegamenti viari e l’organizzazione sistematica del percorso, che potrebbe poi espandersi, collegandosi ai percorsi nazionali ed europei già esistenti.

I cinque itinerari coinvolti dal progetto Vento passeranno attraverso le chiaviche di Boretto, la botte Bentivoglio, l’impianto idrovoro di Gualtieri, le casse d’espansione di Novellara, le risaie di Carpi e i percorsi lungo i nodi idrovori di San Benedetto Po e Moglia nel Mantovano.

Daniele Valisena

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