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Brogli, ora tocca agli scrutinatori

Brogli, ora tocca agli scrutinatori

Saranno sentiti dalla Digos. Spadoni (M5S): «Commissione Antimafia a Bologna»

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Dopo la rappresentante di lista titolare dell’esposto sui presunti brogli, Patrizia Domenichini (M5S), tocca agli scrutinatori e a tutti coloro che a vario titolo erano nei seggi sotto accusa – il 7 di viale Montegrappa e il 149 di via Premuda – essere sentiti dagli investigatori della Digos.

Si tratta di audizioni per l’acquisizione di informazioni, necessarie a capire cosa è successo durante lo scrutinio del 26 maggio scorso. Ed è l’ulteriore step dell’inchiesta – ancora senza indagati – aperta dal sostituto procuratore Isabella Chiesi all’indomani del voto amministrativo, volto a fare chiarezza sulle schede in cui le preferenze sarebbero state indicate con calligrafie sospette: troppo uguali le une alle altre, come se fossero state indicate dalla stessa mano.

A essere sentiti saranno il presidente, il segretario, gli scrutinatori e i rappresentanti di lista dei due seggi. Contestualmente agli interrogatori della Digos, procede anche l’acquisizione da parte della procura di tutti i documenti necessari per arrivare anche alla consulenza tecnica necessaria alla perizia calligrafica. Un passaggio cruciale per stabilire una volta per tutte se effettivamente quelle schede – ora sotto sequestro – sono state manomesse.

Intanto, sul fronte reazioni, la parlamentare del M5S Maria Edera Spadoni annuncia che il vice presidente della Commissione Antimafia Gaetti (M5S) ha calendarizzato entro l’estate una riunione della commissione stessa a Bologna, che si occuperà delle infiltrazioni in Emilia. Reggio compresa. La Spadoni commenta ancora l’iniziativa di Salvatore Scarpino, il consigliere neo rieletto il cui nome è nelle schede sospettate di essere state manomesse che ha annunciato querele. «Il fatto ha dell'incredibile: ho sporto una denuncia contro ignoti su eventuali brogli e il consigliere Scarpino che fa? Minaccia una querela nei miei confronti – dichiara la Spadoni – Era un obbligo del rappresentante di lista segnalare eventuali anomalie. Scarpino si dice ferito dalle parole contro la comunità cutrese. Peccato che le parole non siano le mie: ho semplicemente riportato una frase dei giornali. Ho la netta impressione che si voglia spostare l'attenzione: queste sono accuse false e inutili. Nessun tipo di pregiudizio nei confronti della comunità cutrese che da anni è stanziata a Reggio». «Non mi fermerò qui – conclude – dopo aver depositato l'interrogazione parlamentare chiedendo che tutte le schede dei seggi di Reggio siano controllate, continuerò ad esigere con forza maggiore chiarezza. Se fossi in Scarpino sarei sicuramente più interessata a chiedere giustizia piuttosto che ad accusare chi chiede trasparenza». (el.pe)

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