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Nuovamente licenziato Carrozzini

Nuovamente licenziato Carrozzini

Ministero e dirigente condannato per falso: continua la “guerra”

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Da ieri Fabio Carrozzini, 54 anni, non è più dirigente dell’ufficio del giudice di pace.

Un allontanamento dal servizio che rientra nella lunga battaglia legale che vede da una parte il ministero della Giustizia e dall’altra il dirigente del tribunale di Reggio.

La condanna definitiva per falso ideologico – 1 anno 5 mesi e 20 giorni di reclusione (pena sospesa) – aveva innescato l’iter disciplinare nei confronti di Carrozzini che nel marzo 2013 era stato licenziato senza preavviso. Sei mesi dopo, però, il licenziamento era stato spazzato via dal ricorso presentato dal dirigente (assistito dai legali Vainer Burani e Jacopo Casini Ropoa): il giudice del lavoro Elena Vezzosi ha infatti ritenuto non conforme alla legge l’operato del Ministero. Una decisione impugnata dal Ministero in Appello e stavolta la Corte ha ribaltato la decisione presa in primo grado. Ieri il provvedimento è stato notificato a Carrozzini che, quindi, dopo essere stato reintegrato sette mesi fa, si ritrova nuovamente fuori dal palazzo di giustizia ed ovviamente senza stipendio. Il dirigente, contattato dalla Gazzetta, dice che farà ricorso in Cassazione, ma tradisce anche tanta amarezza: «Prendo atto del provvedimento – entra nel merito – ma è sconcertante che per episodi avvenuti nel 1994, quindi a distanza di vent’anni, il Ministero infligga la massima sanzione punitiva quando lo stesso Ministero contemporaneamente mi ha attribuito la direzione di uffici giudiziari. Le due situazioni sono antitetiche e bisticciano fra loro. Rimane la netta e certa sicurezza – termina – di una giustizia non giusta, anche perché in casi simili si è provveduto ad applicare soltanto una sospensione di uno o due mesi».(t.s.)

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