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Chiesto il processo per Croci e la figlia

Chiesto il processo per Croci e la figlia

Casa di riposo “lager” a Gonzaga, l’80enne di Reggiolo e la 47enne dovranno presentarsi davanti al gup il 15 luglio

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REGGIOLO. Il pubblico ministero Maria Rosaria Micucci ha chiesto il rinvio a giudizio per il reggiolese Angelo Croci, 80 anni, e la figlia Luciana di 47, accusati di abbandono di persone incapaci e circonvenzione di incapaci, nell’ambito della gestione della cooperativa Nuova Sanatrix di Gonzaga (Mantova).

L’uomo, che era finito ai domiciliari, ora è libero ma ha l’obbligo di dimora nel comune di Guastalla, dove abita.

L’anziano era stato sentito dal giudice per le indagini preliminari di Mantova, Matteo Grimaldi, e aveva voluto fare delle precisazioni nell’ambito dell’interrogatorio di garanzia.

Angelo Croci aveva sottolineato che, da quando la struttura per anziani di Gonzaga – gemella di una analoga che era stata chiusa a Reggiolo – era stata messa sotto sequestro, non aveva più svolto attività assistenziali, né nella casa di riposo mantovana e nemmeno da altre parti. Per il difensore dell’uomo, quindi, non era più sussistente il pericolo di reiterazione del reato.

A dare avvio all’inchiesta erano stati i carabinieri del Nucleo antisofisticazioni di Cremona (Nas): le indagini avevano accertato carenze gestionali, strutturali e sanitarie della casa di riposo che ospitava sedici persone anziane. Da qui l’arresto del legale rappresentante e la chiusura della struttura, messa sotto sequestro su ordine dell’autorità giudiziaria.

Ieri mattina l’udienza preliminare davanti al giudice Gilberto Casari, che si è conclusa con un nulla di fatto per un difetto di notifica. L’udienza stata quindi rinviata al 15 luglio prossimo.

Già nel 2008, Angelo Croci, in un episodio analogo, dopo la provvisoria chiusura della “Sanatrix” riuscì a riaprirla vincendo il ricorso al Tar di Brescia.

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