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Cogeneratore, nasce un comitato la ditta fermata diffida il Comune

di Mauro Grasselli
Cogeneratore, nasce un comitato la ditta fermata diffida il Comune

Bibbiano: cinema pieno per l’incontro con il sindaco voluto da cittadini e imprenditori di Corniano La “A2B” chiede lo sblocco e minaccia di chiedere i danni. Il municipio allunga di 40 giorni lo stop

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BIBBIANO. Nasce un comitato contro il cogeneratore ad olio installato nella zona artigianale di Corniano. Già attivo informalmente, ora il comitato composto da imprenditori e cittadini sta nascendo in modo ufficiale. Da decidere il nome. Tra quelli proposti, uno è molto esplicito: “No oncologia, sì ecologia”.

L’obiettivo del comitato è controllare ciò che accade nell’area della ditta A2B, insediatasi nell’area artigianale di Corniano con l’autorizzazione del Comune di Bibbiano. I problemi sono nati con l’accensione del macchinario: le aziende della zona hanno riscontrato problemi a causa del fumo prodotto dal cogeneratore, finalizzato alla produzione di energia elettrica e acqua calda. Fumo nero e denso all’accensione dell'impianto e durante i collaudi; biancastro negli altri momenti. Fumo giorno e notte, con conseguenze negative per chi lavora e anche per chi abita nella zona artigianale: nausea, tosse, mal di gola. Di conseguenza, le aziende della zona hanno discusso tra di loro e hanno deciso di rivolgersi al Comune.

Le aziende di Corniano sono una cinquantina, tra cui un caseificio – uno dei sei che possono vantare il marchio speciale in quanto Bibbiano è la “culla del Parmigiano Reggiano” – e un bar, ma poco distante dalla zona artigianale ci sono anche le scuole gestite dalle suore e un’area residenziale.

Dopo la pubblicazione della notizia sulla Gazzetta (5 giugno scorso), il nuovo sindaco Andrea Carletti ha diffuso un comunicato in cui accettava l’incontro con i cittadini, precisando che «la riapertura dell'impianto non è prevista e, comunque, nessuna decisione verrà presa senza essere prima condivisa con il comitato. La nostra priorità – ha aggiunto – è la tutela della salute e del benessere dei cittadini».

Sabato scorso il comitato è stato ricevuto dal sindaco e dal responsabile dell’ufficio tecnico comunale, Daniele Caminati. Non in municipio ma al Metropolis, vista la partecipazione numerosa. «Il cinema era quasi pieno – dicono dal comitato – perché l’argomento è molto sentito. I responsabili delle aziende di Corniano c’erano tutti, e lo spostamento di sede dell’incontro ha “depistato” involontariamente altri che volevano partecipare». Il sindaco ha ribadito le rassicurazioni e ha illustrato l’iter che ha portato a chiedere i controlli da parte di Arpa e Ausl e a sospendere, il 17 marzo scorso, l'attività del cogeneratore.

A seguito di quello stop, tuttavia, l’azienda A2B ha inviato al Comune una diffida, minacciando di chiedere il risarcimento dei danni nel caso in cui la sospensione dell’attività del cogeneratore non venga revocata.

Lunedì 9 giugno il Comune ha comunicato all’azienda ulteriori 40 giorni di stop per valutare l’esito delle analisi compiute dagli enti preposti. Ma che cosa accadrà a fine luglio? Il cogeneratore tornerà in funzione, magari in concomitanza con la chiusura estiva delle aziende? E’ quanto si chiede il comitato.

Nel frattempo, a Bibbiano si ipotizzano due scenari: uno prevede la chiusura definitiva dell’impianto di cogenerazione a seguito dell’esito di quanto emergerà dalle carte di Arpa e Ausl (ma in questo caso si aprirà certamente un contenzioso legale dall’esito imprevedibile); l’altro scenario prevede il trasferimento del cogeneratore in una zona diversa (si parla di Barco, in aperta campagna) al costo di 250mila euro, con la suddivisione delle spese al 50% tra Comune e azienda. Soluzione meno drastica, ma tutt’altro che facile.

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