In 4 anni raddoppiati fallimenti e concordati
Dal 2010 ad oggi il termometro della crisi si è spostato in tribunale Il picco raggiunto lo scorso anno con 167 fallimenti sanciti dai giudici
REGGIO. La crisi morde sempre più pesantemente l'economia reggiana. Tanto da far sensibilmente lievitare il numero delle imprese che si trovano in difficoltà e non riescono più a far fronte agli obblighi assunti. Gli incassi risultano difficili mentre vanno obbligatoriamente pagati materie prime, iva, contributi previdenziali, salari e stipendi del personale dipendente ed onorati i mutui bancari. Chi non ce la fa è costretto a subire l'avvio di procedure concorsuali o fallimentari.
Sono i numeri che lo confermano: nell'anno 2009 si sono infatti contati 89 fallimenti e 29 procedure concorsuali (totale 118), passati rispettivamente a 112 e 20 (totale 132) nel 2010, prima di arrivare a 134 fallimenti e 12 concordati (totale 146) nel 2011 e crescere ancora nel 2012 con 108 fallimenti e 44 concordati (totale 152). Immobiliare e meccanica i settori più colpiti.
Autentica impennata infine lo scorso anno quando ci sono stati 167 fallimenti e 54 concordati per complessivi 221 casi di ricorso ai magistrati reggiani. Cosa ci riserverà il 2014?
Al Tribunale di Reggio operano due giudici che seguono queste delicate vicende: Luciano Varotti e Giovanni Fanticini. Il loro compito è tutt'altro che semplice. Le procedure sono infatti complesse e si riflettono inevitabilmente sull'attività aziendale e sulle certezze occupazionali. Nel loro agire i magistrati si avvalgono normalmente di "curatori" che vengono nominati anche con l'approvazione del comitato dei creditori. Spetta loro accertare attività e passività ricorrendo all'ausilio di esperti di vari settori per arrivare, ad esempio, a corrette stime dei valori attribuibili ad immobili o ad altri beni da liquidare. Tutto ciò tentando di combinare, quando è possibile, la tutela dei creditori e la prosecuzione della vita dell'impresa. In questo caso si parla di "concordati di continuità", come ha brillantemente spiegato il curatore Maria Domenica Costetti intervenendo ad un incontro del Rotary di Reggio dove è stata presentata dal presidente Antonio Marturano come nuovo socio e dove ha risposto ai quesiti dei numerosi convenuti.
In modo semplice ma chiaro la dottoressa Costetti ha elencato alcune specificità legate al grado di insolvenza, alle dimensioni dell'impresa ed all'attività svolta (sono escluse le agricole). Ha inoltre indicato gli elementi formali che compongono le procedure, la determinazione dello stato passivo, l'universalità dei creditori ma anche i crediti privilegiati, gli inciampi che possono intervenire nella vendita di beni immobili collocati in aree lontane o a causa di intrecci ereditari. Tutto ciò richiede tempi lunghi che talvolta si dilatano con palese disagio dei soggetti coinvolti. Prova ne sia che alcuni casi si protraggono per diversi anni. Come se ciò non bastasse ecco la fase congiunturale negativa che ha fatto lievitare il numero delle procedure aperte nell'arco dell'ultimo quinquennio.
(l.v.)
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