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Inventano il super casco tutti in fila per il brevetto

Inventano il super casco tutti in fila per il brevetto

In una stalla di montagna i primi test di queste protezioni per piloti d’elicottero, ora Nicola Campani e Gianluca Martini trattano con aziende di Usa e Giappone

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REGGIO EMILIA. E' partito facendo esperimenti nella 'stalla di Tullio', il vicino di casa, ma ora a Nicola Campani, 48 anni, ed esperto in bio-meccanica e dispositivi di soccorso, stanno facendo la corte importanti aziende americane e giapponesi.

Al centro delle trattative c'è il brevetto e la produzione di un casco aeronautico per elicotteri 'made in Reggio', anzi ideato nella frazione di Roncadelli di Castelnovo Monti, insieme ad altri dispositivi per il primo soccorso. L'avventura di Campani, dopo anni nel settore bio-meccanico e altrettanti come volontario in elisoccorso, parte a fine 2012, con l'amico e socio Gianluca Martini, quando decidono di creare la startup Northwall Innovation.

«Eravamo stufi di viaggiare in elicottero con caschi da alpinismo o quelli troppo pesanti da pilota – racconta Campani – Così abbiamo progettato un casco nuovo, più leggero grazie a nuovi materiali e inserendo all'interno un particolare gel che assorbe le vibrazioni e gli impatti, così da evitare di scaricare l'energia sul collo. Il risultato è un casco più compatto e resistente».

Un prodotto che in breve tempo ha attirato l'attenzione di importanti realtà straniere. Solo l'anno scorso un'azienda americana di Buffalo ha proposto l'acquisto del 'settore caschi' mettendo sul tavolo una cifra attorno al milione e mezzo di euro (ma lo stesso Campani ammette che oggi il potenziale è anche superiore). Offerta ancora al vaglio perché proprio in questi giorni si è messa di 'traverso' una cordata di imprenditori che fanno capo ad una realtà giapponese.

«Si tratta di un network internazionale di aziende – specifica Campani – Hanno deciso di investire nella Northwall (che oggi ha sede a Langhirano, ndr). Noi italiani partiamo sempre svantaggiati, gli investitori stranieri sono più scettici nei nostri confronti. I giapponesi sono venuti a Reggio per la seconda volta e li ho portati in giro dai nostri artigiani». Ma l'obiettivo di Campani e soci, per quanto possibile, è quello di «continuare a produrre in Italia, ne saremmo più felici». Il sistema Northwall, partito da Roncadelli, si basa su «una rete di aziende familiari del nord Italia che realizzano componenti, puntando sulla qualità dei materiali».

Dietro ai più evoluti prototipi tecnologici e ai nuovi brevetti c'è l'esperienza e il rigore del piccolo artigianato italiano. Un connubio che piace. Anche alle industrie americane che potrebbero acquistare il brevetto del casco reggiano per utilizzi nel settore militare. «Cerchiamo e cercheremo di lavorare nel settore civile...», si sbilancia Campani mentre ricorda gli esperimenti di fisica e resistenza compiuti nella stalla-laboratorio del vicino di casa, Tullio, a Roncadelli. «I nostri prodotti – conclude Campani - nascono dall'esperienza e dalle passioni, anche per il territorio, molti prodotti hanno nomi che vengono dal nostro dialetto, come la barella disassemblabile in cinque pezzi: sinctok. Significa “la cappa per un tocco”». E anche se oggi l'ufficio operativo è a Langhirano, gli artigiani che producono pezzi sono sparsi nel nord Italia e l'assemblaggio dei caschi avviene a Lucca, il cuore della Northwall resta dove tutto è cominciato: Roncadelli. «E qui che ci ritroviamo a festeggiare i nostri successi, nell'aia del borgo».

Cosimo Pederzoli

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