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Mire, maternità e infanzia in un ospedale “dedicato”

Mire, maternità e infanzia in un ospedale “dedicato”

La struttura di 12.500 metri quadrati sarà ultimata entro la fine del 2018 Si prevede una spesa complessiva di 25 milioni di euro a carico della Regione

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REGGIO. Salute della donna e del bambino in un'ottica integrata di attività assistenziale, formazione continua e ricerca. Sono questi gli elementi fondamentali da cui "Mire” - la futura struttura ospedaliera "Maternità Infanzia Reggio Emilia" che sorgerà nell'area del Santa Maria Nuova - prende vita. Un progetto che comincia a mettere le ali ora, con le serate in beneficenza che le amministrazioni comunali della nostra provincia stanno organizzando a favore di CuraRE, la onlus che si occupa della raccolta fondi per il finanziamento del nuovo centro. Un edificio il cui progetto preliminare, nello specifico, sarà ufficialmente presentato il 31 luglio (mentre quello definitivo entro il 31 dicembre) e che prevede una spesa complessiva di 25 milioni di euro a carico della Regione.

Mire - che deve il nome alla studentessa di Ingegneria Cristina Neviani, vincitrice del concorso "Fuori le idee" bandito lo scorso settembre dalla organizzazione senza scopo di lucro CuraRe con il fine di trovare una denominazione per il nuovo ospedale e che deve il logo, raffigurante una mamma col bambino, all'artista Angelo Davoli - dovrebbe essere ultimato entro la fine del 2018 e si svilupperà su 12.500 metri quadrati di superficie complessiva, divisi su cinque piani, che comprenderanno specialità differenti: dalla Pediatria alla Ginecologia, dall'Ostetricia alla Neonatologia, dal comparto operatorio alla Neuropsichiatria Infantile. Il tutto è pensato e sarà realizzato garantendo una presa in carico globale dei pazienti, in una logica "di rete" rispetto alle altre strutture della provincia che si occupano della salute e della tutela della popolazione femminile e di quella in età pediatrica (ospedali, consultori, punti nascita). Lo stretto rapporto tra l'Arcispedale Santa Maria Nuova e l'Azienda Unità Sanitaria Locale (Ausl) di Reggio Emilia, così come il legame con le altre realtà del territorio, tenderà ad una completa integrazione multidisciplinare, multiprofessionale, sociale e sanitaria, in un'ottica di riorganizzazione del settore materno-infantile, che non penalizzi i centri già esistenti, ma che permetta loro di "fare sistema". Soprattutto in un contesto come quello odierno, attraversato da profondi cambiamenti socio-demografici, che, nel dettaglio, hanno portato la nostra provincia a registrare il più alto tasso di natalità della regione, con oltre 5 mila parti all'anno (il 50% dei quali, nel 2010, è avvenuto al Santa Maria Nuova).

Il Mire sarà coinvolto anche nella cura dei tumori femminili: da quelli di tipo ginecologico alle neoplasie del seno. Al suo interno verrà ospitato, inoltre, il centro per la diagnosi e la terapia dell'infertilità di coppia che si occuperà sia delle giovani pazienti oncologiche che dello sviluppo delle attività di procreazione medicalmente assistita, potenziando prevenzione, diagnosi e terapia della sterilità. Il nuovo ospedale, poi, ha tra gli obiettivi quello di migliorare la ricerca nei differenti ambiti materno-infantili e quello di promuovere, in relazione con l'Università di Modena e Reggio, attività di tirocinio e tutoraggio per studenti e per specializzandi. Infine, il Mire potenzierà il servizio di Psicologia clinica.

Lucia Cuccurese

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