Vende chihuahua ma è un evasore totale
Bagnolo: scoperto dalla guardia di finanza un pensionato-allevatore che non ha denunciato mezzo milione di euro di ricavi
BAGNOLO. Mezzo milione di euro di ricavi sottratti all’imposte sui redditi e 55 mila euro di violazioni all’Iva. E’ questo quanto accertato dal distaccamento della Guardia di Finanza di Correggio a seguito di controlli incrociati sul campo e sul web, nei confronti di due commercianti della “bassa reggiana”, tra i quali intercorrevano stretti rapporti commerciali finalizzati alla vendita di animali domestici a privati cittadini.
A finire nei guai un’attività di allevamento e vendita di cuccioli di cane di razza chihuahua a cui faceva capo un pensionato di Bagnolo in Piano, noto e affermato nel settore sia in Italia sia all’estero.
Noto e affermato, certo, se non fosse per il fatto che il pensionato non lavorasse nel rispetto delle normative. L’attività, infatti, non solo proseguiva da anni (almeno dal 2009) senza aver mai assolto nessuno degli obblighi imposti dalla vigente normativa tributaria, con l’omessa istituzione e tenuta della contabilità per tutte le annualità sottoposte a verifica, ma anche senza alcuna autorizzazione amministrativa e sanitaria.
L’allevamento, di fatto, continuava ad allevare e vendere cuccioli di chihuahua anche se però non aveva nessun diritto di farlo. Considerando che un cucciolo di Chihuahua può costare tra gli 800 e i 1300 euro, si fa presto a capire quale fosse il giro di denaro che circolava intorno all’azienda.
Un’azienda che, però, operava illecitamente, sul territorio e sul web dove sono stati in tanti a cadere nella rete del commerciante: il sito dell’allevamento, infatti, era ben piazzato nelle ricerche Google e l’attività lodata proprio per la sua esperienza ventennale nel settore dell’allevamento di piccoli cani di razze pregiate, in particolare, appunto, i Chihuahua. Ed è stata proprio la “rete” – questa volta del web - a tradire il commerciante ed aiutare gli uomini delle Fiamme Gialle, che stavano già svolgendo indagini nel settore, a risalire più velocemente all’allevamento. Una volta scoperto che l’attività non risultava iscritta né alla Camera di commercio né all’anagrafe tributaria, gli uomini della Finanza hanno approfondito le indagini recandosi sul luogo per ulteriori verifiche.
E ben presto, i numerosi controlli incrociati effettuati durante l’attività di servizio (riferibile alle annualità che vanno dal 2009 al 2014) hanno permesso di ricostruire il volume d’affari conseguito dal soggetto e sottratto all’imposizione fiscale. Ad aggravare la situazione, poi, il fatto che uno dei due commercianti, in stretti rapporti commerciali con l’altro evasore, è risultato essere completamente sconosciuto al fisco e, quindi, evasore totale. (s.p.)
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