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Affaristi a libro paga di Coopservice

Affaristi a libro paga di Coopservice

Il giudice: «Enorme conflitto di interesse sugli appalti che Cencetti firmava con ditte che sponsorizzavano i suoi convegni»

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Inchiesta “Last Business”: Stefano Cencetti - da un alto come direttore generale del Policlinico di Modena tra il 2006 e il 2011 e dall’altro come presidente della onlus Hfm che si occupava di convegni e consulenze - ha operato in un conflitto di interesse tale da diventare un elemento profondamente sintomatico di uno stato di corruzione. È una delle conclusioni alle quali arriva il gip Paola Losavio nelle sue considerazioni all’interno del decreto di convalida del sequestro preventivo dei beni per i 29 indagati e tre società coinvolte nel caso di presunte tangenti per forniture, servizi e consulenze che transitavano attraverso complessi canali fino ad arrivare a lui stesso.

Tra questi c’è Mauro Amadei, titolare della Multiline di Reggio e co-fondatore della Hfm, accusato di riciclaggio nell’inchiesta che tocca anche la Coopservice di Reggio, società che vinse un appalto da 130 milioni di euro nel 2009, e sponsor poi dei convegni organizzati da Cencetti e Amadei.

L’analisi del giudice - che dà pienamente ragione alle conclusioni attuali delle indagini a cui sono giunti i sostituti procuratori Claudio Niccolini e Pasquale Mazzei, con un elogio sulla puntualità delle indagini condotte dai carabinieri dei Nas di Parma - punta principalmente sulla figura di Cencetti spiegando perché si può configurare la corruzione. Vengono anche considerate le imputazioni che coinvolgono gli appalti firmati con grandi gruppi imprenditoriali dei settori edile e servizi, con i consorzi di imprese che si aggiudicano commesse anche pluriennali, e infine le aziende che dovevano eseguire le opere appaltate. Nell’ordinanza, come già nel decreto di sequestro della Procura, sono citati colossi delle “coop rosse” emiliane: il Ccc (Consorzio Cooperativo Costruzioni) e la Cmb aggiudicatari dell’appalto per i cosiddetti servizi complementari e per la “buca” che doveva servire all’“edificio di trasferimento”, la Cpl di Concordia per l’appalto delle centrali termiche, la Coopservice per il grande appalto dei servizi. In alcuni casi, secondo il giudice, dalle indagini della Procura emergono «compensi e vantaggi percepiti dal Cencetti in relazione all’arbitraria preferenza accordata in sede contrattuale alle imprese private con evidente concretizzazione dell’ipotesi tipica di corruzione». Si parla, ad esempio, di corruzione nella sua forma tipica, con procedure di gara viziate per accordare il contratto a un soggetto predeterminato. Tra questi ci sarebbe l’appaltone da 130 milioni, che pur contiene uno sconto del 5%, comporta versamenti periodici sulla onlus di Cencetti, la Hfm, per una somma di 338mila euro provenienti da Coopservice e altre aziende che rientrano nel gruppo vincitore: a questi si aggiungono 449mila euro pilotati sulla società Multiline di Amadei.

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