«Con il velo in palestra non può entrare»
Novellara: marocchina di 30 anni denuncia i titolari per «discriminazione». I soci: «Fatto valere il regolamento»
NOVELLARA (Reggio Emilia)
«Lei sta pubblicizzando la sua religione, è contro il regolamento della nostra palestra». Aziza El Ouardi, marocchina di 30 anni ma da una vita a Reggio, racconta l’episodio che l'ha vista “cacciata” dal centro sportivo Linea & Sport di Novellara. Il motivo? «Indossavo il velo per coprirmi il capo e raccogliermi i capelli – spiega contrariata Aziza, interprete, da più di 20 anni in Italia – Uno dei responsabili della palestra mi ha accusato di “mettere a disagio i clienti in sala”, invitandomi ad allontanarmi. Ero appena salita sul tapis roulant».
La vicenda ha avuto luogo lunedì nella struttura di via Nuvolari, gestita da un’associazione sportiva dilettantistica. «Il velo non mi copre il viso, non capisco quale sia il problema – si domanda Aziza – Abito a Reggio ma ho parenti qui a Novellara, così ho deciso tempo fa di abbonarmi a questa palestra. Sono già venuta tre o quattro volte, senza alcun velo, ma lunedì ho deciso di indossarlo e i sorrisi degli addetti si sono trasformati in sguardi severi. Ai clienti, invece, il mio abbigliamento non sembrava proprio dare fastidio ma una responsabile ha evocato il regolamento della loro associazione, facendomi notare che il velo non era concesso».
Aziza a quel punto è uscita dalla palestra con la volontà di non entrarci mai più, chiedendo quindi un risarcimento sull’abbonamento già pagato. «Non mi è stato concesso nemmeno un rimborso – fa notare Aziza – A detta loro, sono io che non ho rispettato il regolamento interno. Ho quindi chiamato i carabinieri che sono subito intervenuti per capire cosa stesse succedendo». Proprio ieri Aziza è andata in caserma per denunciare formalmente quella che per lei risulta essere una vera e propria «discriminazione etnica e religiosa». Dalla palestra Linea & Sport hanno le idee molte chiare su quanto accaduto e sottolineano come siano tanti i clienti stranieri e musulmani che frequentano la struttura.
«Se qualcuno si presenta con il velo non lo accettiamo – spiega il personal trainer della struttura, contattato ieri al telefono – Non vogliamo rischiare di mettere a disagio le altre persone presenti in sala. Insomma, non è giusto arrivare in palestra con il velo, abbiamo altre clienti marocchine e indiane che vengono a fare attività sportiva e nessuna si copre il capo». Non si tratterebbe solo di una semplice questione di opinioni e sensibilità ma, come fanno notare dalla struttura novellarese, si tratta di rispetto del “regolamento associativo”.
Nello stesso regolamento pubblicato sul sito della palestra (lineaesport.wordpress.com/regolamenti/) tra i divieti non risulta esserci però quello di indossare il velo (anzi, l’unica voce sull’abbigliamento riguarda le calzature “è vietato accedere alle sale senza essersi cambiati le scarpe”).
Ora dalla sala pesi si passerà in tribunale. «In 15 anni di attività in palestre – conclude Aziza – non mi era mai successo una cosa del genere».
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