L’effetto Renzi non trascina i renziani
Dalle urne escono rinforzati i civatiani, con preferenze record. E nel Pd parte la resa dei conti
I civatiani battono i renziani, con un risultato elettorale che potrebbe portare di qui a qualche settimana a rivoluzionare l’assetto interno del Pd cittadino e provinciale. L’effetto Renzi trascina il Pd ma non i renziani reggiani, che dalle urne escono ridimensionati rispetto alle attese. Nonostante le divisioni interne che ci sono state in occasione dell’ultimo congresso provinciale, infatti, su 19 eletti del Pd in consiglio comunale i sei civatiani hanno raccolto complessivamente 3.950 preferenze, capitanati dal recordman Andrea Capelli. Per i sei renziani, invece, soltanto 3.492 voti, con un risultato al di sotto delle attese che ha già provocato alcuni mal di pancia all’interno del nuovo gruppo consigliare. Mal di pancia che si sarebbero manifestati soprattutto da parte della sparuta rappresentanza di cuperliani e lettiani, che al posto di Andrea Capelli starebbero comunque spingendo per avere nel ruolo di capogruppo Federico Montanari, originariamente in predicato di diventare assessore o presidente del consiglio. Ed è proprio Montanari ora una delle pedine fondamentali per un possibile cambiamento del nuovo scacchiere cittadino: da più parti, all’interno del Pd, considerano deludente il suo risultato elettorale (644 voti contro gli 877 di Capelli), precludendogli un ruolo di rilievo in sala Tricolore e in giunta, dove i giochi per altro sembrano fatti. Per questo si starebbe studiando il modo di condurlo verso l’incarico di segretario cittadino, una sorta di premio di consolazione, affidandogli il ruolo ora rivestito da Mauro Vicini, candidato anch’egli ma clamorosamente risultato non eletto. Proprio il risultato delle elezioni, è stato al centro di una riunione di Vicini con gli otto segretari cittadini: un incontro nel quale sarebbero emerse critiche sul risultato del Pd nel circolo quattro (quello presieduto da Vicini stesso), sulle mancate riconferme dei consiglieri uscenti Giorgio Campioli e Moreno Rodolfi e sul fatto che molti eletti in consiglio, in particolare i giovani, non rivestono ruoli organizzativi o dirigenziali all’interno del Pd. Sul banco degli imputati, proprio Vicini, che tuttavia non ha ricevuto alcuna richiesta esplicita di dimissioni, nè ha mostrato l’intenzione di presentarla spontaneamente. Di fronte alle contestazioni mosse, l’attuale segretario cittadino ha risposto con un documento programmatico teso a rafforzare il ruolo di tutte le componenti del Pd all’interno del tessuto cittadino, rispondendo a quanti lo accusavano di aver lasciato senza rappresentanza il circolo Belvedere, Rivalta, Canalina, Coviolo che per quella zona sono in consiglio Emanuela Caselli e Salvatore Scarpino. (e.spa.)
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