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Mondiali, il comune ci ripensa: locali aperti fino al 90°

Mondiali, il comune ci ripensa: locali aperti fino al 90°

L’amministrazione approva un deroga all’ordinanza che impone la chiusura anticipata rispetto al termine delle partite dell’Italia. Pochi, però, i maxischermi

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REGGIO EMILIA

Anche i reggiani potranno gustarsi il Mondiale in compagnia. Si salva in "zona Cesarini" il Comune di Reggio, che in ritardo sull'inizio del Mondiale ma giusto in tempo per l'esordio dell'Italia sabato a mezzanotte contro l'Inghilterra, riesce a mettere una pezza all'ordinanza che impediva ai locali del centro di trasmettere parte della diretta della partita. «Stiamo lavorando per una deroga all'ordinanza emessa lo scorso aprile e che obbligava gli esercenti a chiudere le distese all'una di ogni domenica», afferma Mara Garuti, la dirigente dei Servizi di sportello per imprese e Tutela ambientale, che in assenza di un riferimento istituzionale preciso in questo tempo di "vacanza" si è occupata dalla piccola "emergenza Mondiale". «I possibili problemi riguarderanno più che altro la prima partita dell'Italia – prosegue – le altre partite degli Azzurri si giocheranno non più tardi delle 22. Da circa una settimana abbiamo avviato le discussioni con Confesercenti e Confcommercio, che ci hanno presentato la richiesta solo oggi in maniera formale: per sabato la deroga sarà pronta».

NIENTE PIAZZA. Messa una pezza sulle questioni amministrative, a frenare gli entusiasmi è ora la logistica. Già, perché a mancare saranno proprio i maxischermi e le distese attrezzate per la trasmissione delle gare del Mondiale. «Ci mancano televisori e maxischermi – spiega lo storico proprietario di Prospero, Giulio Bacicchi – tra canone e noleggio verrebbe a costare troppo». Stesso discorso in piazza Fontanesi, dove ci si accontenterà di servire cibo e bevande ai "non calciofili". L'unico locale che si è attrezzato con un maxischermo è il Caffè Europa di piazza Prampolini. «Sì, noi siamo pronti, se il tempo reggerà la partita la si potrà vedere in piazza». Anche nella parrocchia di Sant'Agostino, dove è in corso il torneo di "calcio nella gabbia" Julien, ci si sta attrezzando per mostrare la partita. Nessuna trasmissione nemmeno all'Hortus, dove nella distesa del Parco Cervi migliaia di reggiani si erano radunati in occasione della finale degli Europei del 2012.

TIFO INTIMO. Diverso il discorso per bar e locali al chiuso. Praticamente tutti saranno in collegamento con Manaus tramite la diretta Rai. Dal circolo Dinamo di San Pietro, alla Brasserie des amis di via Toschi, passando per il Republic di piazza XXIV maggio, i tanti bar e pub aperti in tutto il centro e in periferia, come lo Sherlock Holmes, la Divina Commedia e l'Oktober Fest, tradizionali luoghi di ritrovo per i reggiani appassionati di calcio. Insomma, poco spazio a riti pagani collettivi e celebrazioni festanti o luttuose di gruppo. Una situazione che riflette l'ormai sempre più diffusa difficoltà nel riportare i reggiani nelle vie del centro. Una situazione che però potrebbe mutare a seconda delle gioie che l'Italia saprà regalare ai tifosi. Anche in occasione degli Europei del 2012 e dei Mondiali del 2006 infatti occorsero alcune gare per convincere amministratori e tifosi a preparare le piazze. «Se superiamo il primo turno, noi ci attrezziamo per le trasmissioni», fanno sapere dalla Ghirba, l'osteria di porta Santa Croce, e così potrebbero fare anti altri.

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