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Vicini: «Ai seggi nessuna parentopoli»

Vicini: «Ai seggi nessuna parentopoli»

Dura replica all’intervento di Matteo Riva: «Chiama in causa i figli per attaccare consiglieri eletti»

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«Non credo possano sussistere dubbi sulle modalità con cui ha agito il Comune e sulla regolarità delle operazioni di voto, a parte il caso oggetto di indagine. Ma voglio evidenziare i rischi di imbarbarimento quando si chiamano in causa i figli per attaccare i genitori». Così Mauro Vicini, segretario cittadino Pd, risponde alla provocazione lanciata dal consigliere regionale e consigliere comunale uscente, Matteo Riva, uno dei quattro componenti della commissione elettorale. Riva aveva posto l’accento sull’opportunità delle modalità di nomina di scrutatori, presidenti e segretari di seggio, accennando ad una presunta “parentopoli” che avrebbe coinvolto anche i nomi al centro dei presunti brogli cittadini: tra i casi di parentela riscontrati, scorrendo l’elenco comunale, il consigliere uscente Carmine De Lucia, marito della candidata eletta Teresa Rivetti e presidente del seggio 133. Nel contestato seggio 7, invece, erano presenti sia Pietro Drammis che suo figlio Guglielmo, mentre nel seggio 45, tra le scrutatrici, Francesca Scarpino, figlia dell’altro candidato eletto Salvatore Scarpino.

Vicini, Riva parla di una parentopoli nei seggi...

«A nome del Pd di Reggio esprimo solidarietà ai consiglieri Scarpino e Rivetti e ai loro famigliari. Hanno meritato l’elezione per l’impegno profuso e per aver raccolto, alla pari degli altri nostri candidati, consenso alla lista e personale. Li considero, fermo restando il lavoro della magistratura, vittime di quanto si suppone sia avvenuto al seggio 7 e ne apprezzo le azioni per rivendicarlo».

Non crede che ci sia una questione di inopportunità nelle scelte delle persone da assegnare seggi?

«Penso vada bloccata ogni velleità di condizionare gli esiti elettorali, partendo magari da questa inesistente parentopoli. Rivetti e Scarpino sono parte del gruppo consigliare del Pd, con diritti e doveri pari agli altri consiglieri, impegnati a portare avanti le politiche di legalità sotto la guida di Luca Vecchi. Politiche necessarie per sradicare le illegalità presenti nella nostra società».

Scarpino è stato l’unico del Pd ad ottenere la deroga per una terza candidatura. Come mai questa decisione?

«Scarpino rappresenta proprio un segnale della comunità e alla comunità per costruire percorsi di legalità a Reggio: non possiamo avere persone a Reggio che possono esser “ricattate” solo per loro provenienza. E proprio per questo la sua figura rappresenta un percorso coerente con il nostro approccio. Scarpino ha requisiti personali inattaccabili, con elementi per noi di serenità rispetto anche alle sue radici».

E De Lucia? È marito di Rivetti e in passato ha avuto problemi in consiglio comunale, uscendo e rientrando dal Pd...

«Guardando le liste e le provenienze degli elettori reggiani, sicuramente i campani sono tra le comunità più estese in città. Noi, come tutte le altre forze, abbiamo costruito una lista rappresentativa in grado di interloquire con tutte le comunità e le realtà presenti nel territorio. E il risultato ci ha dato ragione. Quanto a Rivetti, è un’insegnate apprezzata, una catechista. È stata scelta perchè poteva essere un elemento di rappresentatività che aveva cultura e tante cose da dire». (e.spa.)

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