Gazzetta di Reggio

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Antonio Silipo era l’uomo del riciclaggio

Antonio Silipo era l’uomo del riciclaggio

L’imprenditore cutrese coinvolto nell’inchiesta è già in carcere per usura ed estorsione

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REGGIO. Dall’inizio di aprile Antonio Silipo – imprenditore 44enne d’origine cutrese, residente a Cadelbosco Sopra – è in carcere per una storia di usura ed estorsione (indagano su di lui le procure di Reggio e Parma).

Ora questi nuovi grossi guai giudiziari per Silipo che viene considerato dagli inquirenti una figura importante, con il gip Baraldi che “ordina” per lui l’ennesima carcerazione. Il pm Salvi lo “dipinge” come dedito al “reinvestimento dei proventi illecitamente conseguiti, mediante ricorso anche a canali della malavita locale, nei cui confronti svolgeva in diverse circostanze una vera e propria opera di internediazione”. Per gli inquirenti, Silipo “utilizza il denaro anche per prestarlo a persone in difficoltà da cui pretende interessi usurari”, aggiungendo che l’imprenditore reggiano Mirco Salsi “presterà denaro a Silipo: l’operazione sarà coperta da fatture per operazioni inesistenti; vista l’interessante remunerazione sarà coinvolto nell’operazione anche il figlio Gianluca Salsi”. Il gip Baraldi sottolinea, nell’ordinanza, come Silipo “abbia ammesso nel corso di una telefonata di essersi arricchito solo grazie alla commissione di reati e non con le attività imprenditoriali”. Anche l’imprenditore reggiano (nel campo della telefonia) Omar Costi, 40 anni, è nel mirino – come Silipo – sia per la storia di usura ed estorsione, sia ora per questa maxi frode fiscale. Il 40enne – che per la prima vicenda ha l’obbligo di firma – da ieri è in carcere “per l’importo delle fatture per operazioni inesistenti annotate nel corso degli anni, ma ciò che rende concreto ed attuale il pericolo di reiterazione dei reati – puntualizza il gip Baraldi – è il suo collegamento con ambienti malavitosi che lo hanno portato ad essere destinatario di una benché blanda misura cautelare per usura ed estorsione in concorso con Silipo”. Negano, per quest’ultima vicenda evidenziata dal magistrato sia Silipo (difeso dai legali Giovanni Tarquini e Luca Mistrorigo), sia Costi (assistito dall’avvocato Liborio Cataliotti). Ora le nuove accuse che li riportano, nel giro di pochi mesi, davanti ad un giudice. (t.s.)