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Ceramiche, c’è la ripresa l’Europa torna a comprare

Ceramiche, c’è la ripresa l’Europa torna a comprare

Il primo trimestre del 2014 segna un avanzamento grazie ai paesi del nord investiti 225 milioni di euro, segno di una rinnovata vitalità del settore

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REGGIO. Sono tornati finalmente positivi, nel primo trimestre del 2014, i conti dell'industria delle piastrelle in ceramica. Ciò grazie alle esportazioni in Germania (+16%), Francia (+10%) e Gran Bretagna (+30%). Positivi inoltre i riscontri di Ungheria (+42%), Repubblica Ceca (+15%) e area del Baltico (+43%).

Situazione stabile invece nei paesi extra europei dopo la forte crescita del 2013. Il fatturato si è consolidato a + 2,38%. In calo invece la Russia che risente della svalutazione del rublo e delle tensioni nell'area caucasica. In flessione anche la zona del Golfo (cresciuta però moltissimo negli ultimi anni) mentre continuano a salire le esportazioni in Africa ed Australia. Sono alcuni dei dati emersi nel corso della recente assemblea di Confindustria Ceramica che comprende i produttori di piastrelle ma anche di refrattari, ceramica sanitaria, stoviglie.

Complessivamente sono 236 le aziende del comparto e danno lavoro a 27.060 addetti. Dopo anni di ininterrotta crescita nel 2013 hanno rallentato la corsa per la frenata del mercato interno (-6%) ma sono riuscite a conservare il segno positivo (+3%) grazie all'impennata delle vendite all'estero (+ 5%). Il fatturato ha raggiunto i 4,73 miliardi di euro.

PIASTRELLE. Alla fine dello scorso anno si contavano 156 aziende in questo settore (3 in meno rispetto al 2012) con 20.537 occupati (-3,83% in un anno). Nel 2013 hanno realizzato 363,4 milioni di metri quadrati di prodotto (-1,05%) e ne hanno venduti 389,3 milioni limando in tal modo le giacenze. Purtroppo in Italia la flessione continua mentre l'export prosegue la crescita. Significativi gli investimenti: poco meno di 225 milioni di euro, quasi il 5% del fatturato annuo. Il maggior numero di imprese è concentrato nel distretto reggiano-modenese.

SANITARI. Sono 36 imprese concentrate nel viterbese. Occupano 3.727 dipendenti e nel 2013 hanno prodotto 3,8 milioni di pezzi ma ne hanno venduto 3,6 milioni. Il calo del fatturato è stato dell'8,68%.

REFRATTARI. Le 32 aziende di questa nicchia danno lavoro a 2.125 persone. La loro produzione è scesa del 10,7% (421.172 tonnellate) soprattutto per il calo del 12,67% delle vendite in Italia (279.680 ton).

Il fatturato (392,8 milioni) deriva da vendita interne per 238,3 milioni di euro, 91,7 milioni di esportazioni in Europa e da 62,8 milioni di esportazioni extracomunitarie.

STOVIGLIE. Nove le industrie italiane con 675 dipendenti. Sono 13 mila le tonnellate di prodotto finito e le vendite sul mercato interno sono l'80% del totale. Il fatturato (2013) è di 40 milioni di euro per il 70% da vendite in Italia. Preziosa l'adozione di misure antidumping nel maggio 2013 che hanno frenato l'invasione di stoviglie cinesi. (l.v.)