Il gip: «Gibertini e Salsi sono senza scrupoli»
La frase intercettata all’opinionista: «In Italia i soldi si fanno solo in maniera disonesta»
REGGIO. Marco Gibertini e Mirco Salsi: due grandi appassionati di sport, illecitamente spregiudicati nella vita secondo quanto ora “raccontano” gli investigaatori.
Gibertini, 48 anni, sposato con due figli, ha iniziato la sua carriera di giornalista da collaboratore del Carlino seguendo la Reggiana. Per molti anni è stato un noto volto televisivo di Telereggio, ha curato programmi dedicati alla squadra granata (la Tribuna del Lunedì) e anche di intrattenimento come Poke Balle. E’ stato dirigente sportivo della Pallamano Rubiera. In seguito si è occupato di marketing. Da ieri è in carcere e il gip Baraldi – nel motivare la misura restrittiva – è molto duro nei suoi confronti: “Sul versante della personalità il pericolo di reiterazione è certo e ben attuale, solo che si rifletta sul complesso dei fattori criminogeni che caratterizzano l’indagato: la totale mancanza di scrupoli e di un minimo senso etico, la scioltezza con cui delinque, il tempo che dedica all’illecito, la professionalità maturata evidentemente con la reiterazione degli episodi negli anni, gli accorgimenti individuati, l’uso dei telefoni chiusi per eludere le indagini”. Sempre il magistrato giudicante rimarca per “inquadrare” Gibertini una telefonata intercettata “dove afferma testualmente “non bisogna avere paura di rubare perché i soldi in Italia si fanno soltanto in maniera disonesta” e continuando porta l’esempio della moglie che se si è onesti come lei si rimane sempre allo stesso modo”.
Personaggio molto conosciuto è anche Mirco Salsi, 57 anni, a capo della Reggiana Gourmet di Bagnolo (produce pasta fresca, pasta ripiena e piatti pronti), sino al 2012 nel consiglio d’amministrazione di Reggio Emilia Fiere.
Quando Salsi iniziò – nel 1988 – la sua attività nel campo alimentare, grazie ad una macchinetta per la sfoglia venivano prodotti 140 cappelletti al minuto. Oggigiorno con le macchine piegatrici se ne producono in un’ora 310 chilogrammi: una “svolta” che ha fatto entrare a due piedi l’azienda nella grande distribuzione, producendo anche per i brand d’alta gamma. Un uomo di successo che per i gravi indizi valutati nei suoi confronti dal gip Baraldi, è ora agli arresti domiciliari. “La finalità che muove Salsi – scrive il magistrato – è quella di far fruttare i propri risparmi percependo interessi di gran lunga superiori a quelli offerti sul mercato. E per raggiungere tale obiettivo è disposto a tutto, anche ad accettare che il suo denaro venga utilizzato per fini illeciti. La mancanza di scrupoli l’ha dimostrata – rimarca il gip – inserendo il figlio Gianluca nel “giro”. Salsi non disdegna neppure le false fatture anche per ottenere finanziamenti cui altrimenti non avrebbe avuto diritto”. Ieri l’imprenditore, difeso dall’avvocato Romano Corsi, ha affrontato in tribnale l’interrogatorio di garanzia: s’è avvalso della facoltà di non rispondere.(w.m.-t.s.)
