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M5S, al voto “orfani” dei Verdi

M5S, al voto “orfani” dei Verdi

Malumori e delusioni nella scelta del gruppo per il parlamento europeo

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Orfani dei Verdi. Così gli attivisti reggiani del M5S si sono presentati all’appuntamento con il voto online lanciato ieri sul blog del loro leader, Beppe Grillo, per decidere in quale gruppo debbano confluire gli eurodeputati pentastellati al Parlamento di Strasburgo. Tre le opzioni a disposizione, l’Efd di Farage, i conservatori dell’Ecr o il gruppo dei non iscritti. Esclusa, invece, l’opzione del gruppo dei Verdi, che proprio tra i militanti reggiani dei 5 Stelle aveva il maggior gradimento. Sull’esclusione, non una parola di spiegazione sul blog di Grillo, creando non pochi malumori nella base del Movimento, anche qui a Reggio. Una cosa, tuttavia, tra i grillini reggiani, è certa: il rispetto il voto della maggioranza. «Il mio animo è ambientalista: non faccio però parte del partito dei Verdi, ma del M5S - spiega Vaccari, che non ha voluto dichiarare la sua intenzione di voto – che io sia un ambientalista può fare in modo che sia più vicino al mondo dei Verdi, anche se finora hanno approvato tutte quelle leggi che in Europa ci hanno devastato dal punto di vista economico. Come gruppo parlamentare, i Verdi però non è che mi soddisfino tanto. A quel punto lì è meglio andare in un gruppo che lascia totale libertà di movimento del pensiero a prescindere da chi è formato». Chi ha espresso la propria preferenza, dichiarandola anche pubblicamente, è il neoconsigliere Ivan Cantamessi, che ha scelto di dare la sua preferenza al gruppo Ecr, postando tuttavia su Facebook un’eloquente foto di Giulia Sarti nella quale la parlamentare ammette di aver votato «turandosi il naso». «Rimaniamo comunque gli unici a chiamare gli attivisti per esprimere il loro voto. C’è più democrazia da noi che in qualunque altro partito», afferma Cantamessi, il cui post è stato subito commentato da una quindicina di attivisti. A partire da Laura Portioli, che si è detta delusa delle opzioni («Entrando nel movimento credevo che avrei smesso di votare il meno peggio»), fino al responsabile della comunicazione Matteo Incerti («I Verdi non hanno fatto una proposta vera e accettata da tutto il gruppo per farci entrare») e al lì’ex consigliere comunale, Matteo Olivieri, che ha ammesso di essersi turato a sua volta il naso prima di cliccare per il voto. Paola Soragni, consigliera appena eletta, invece, è stata indecisa per tutta la giornata, scegliendo di votare soltanto nel tardo pomeriggio, prima della chiusura dell’urna virtuale, in programma alle 19. Alla fine, rispetto all’astensione, ha preferito votare per i non iscritti. «Ho votato non iscritti perchè non mi piace aggregarmi con nessuno. Io il naso non me lo tappo».

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