Niente velo in palestra, “indaga” il Comune
Novellara, l’amministrazione: «Da anni lavoriamo per garantire il rispetto delle regole di tolleranza»
NOVELLARA. Sono passati due giorni dalla denuncia presentata da Aziza El Ouardi, marocchina di 30 anni, nei confronti della palestra Linea & Sport per il divieto, imposto dai responsabili della struttura, di indossare il velo, come copricapo, durante l’attività sportiva. Ma adesso a volerci vedere chiaro è anche l’amministrazione comunale che, tramite una nota, è intervenuta sulla vicenda.
«Indubbiamente l’episodio così come riportato dall’articolo è da condannare – si legge nel comunicato – ma ci riserviamo tutti gli approfondimenti necessari per capire bene le dinamiche della spiacevole vicenda, nella consapevolezza che tutte le parti dovranno portare il proprio bagaglio di buon senso, comprensione e tolleranza».
Gli “approfondimenti” avranno luogo in questi giorni, ascoltando i diretti interessati: l’interprete marocchina, da oltre 20 anni in Italia, Aziza El Ouardi e i soci responsabili della palestra di via Nuvolari.
La palestra aveva fatto notare come il regolamento interno dell’associazione sportiva fosse molto chiaro, anche se richiami sul velo non sono espressamente citati.
L’amministrazione al riguardo prende delicatamente le distanze dalla palestra.
«Ignoriamo – recita la nota del Comune – il regolamento del centro sportivo Linea & Sport, essendo una realtà privata, che non ha mai goduto di contributi da parte del Comune. Da anni l’amministrazione comunale lavora a stretto contatto con le associazioni sportive presenti sul territorio per garantire il rispetto delle regole di convivenza e la tolleranza, soprattutto quando operano con minori, ed è nostro intento proseguire in tal senso». A voler chiarire la propria posizione è anche il centro sportivo Linea & Sport che ieri, tramite una propria associata, ha tenuto a precisare: «Ci dispiace che questa vicenda sia stata interpretata come fenomeno di discriminazione religiosa o etnica. Non lo è affatto. E’ vero, nel nostro regolamento non si parla di velo ma è ben spiegato che nel centro sportivo si accede solo con abbigliamento consono. E il velo non è consono per il nostro circolo».
Il regolamento va quindi interpretato: «Abbiamo molti soci indiani e nordafricani e non abbiamo mai avuto problemi – fanno sapere dalla Linea & Sport – Qualcuno in passato ci ha chiesto di poter indossare il velo, ma abbiamo sempre fatto capire che non era cosa gradita. Non si tratta di razzismo, avremmo fatto la stessa cosa se un italiano si fosse presentato con un cappello in testa».
Riguardo alla questione monetaria poi «ci siamo da subito accordati con Aziza, davanti ai carabinieri, di restituirle 50 euro, cioè una mensilità del suo abbonamento trimestrale».
Cosimo Pederzoli