Pd, parte la resa dei conti per le segreterie
Volano gli stracci in vista della convocazione dell’assemblea cittadina e del congresso regionale
Grandi manovre in casa Pd, dove il risultato elettorale potrebbe portare ad una rivoluzione sia livello cittadino che provinciale. Il voto del 25 maggio ha riportato a galla vecchie ruggini emerse già in occasione del congresso di novembre, che portò all’elezione di Andrea Costa. Ad uscire vincitori dalle urne, la pattuglia dei civatiani, che al congresso arrivarono spaccati, in parte appoggiando il renziano, Giammaria Manghi, in parte Roberta Ibattici, che raggiunse in extremis un accordo con Costa consentendo l’elezione di quest’ultimo, considerato uomo dei cuperliani. Un quadro frastagliato che ora cerca una nuova composizione, alla luce delle preferenze espresse dai cittadini. A sostenere Manghi, a novembre, tra i candidati Pd erano Capelli, Rabitti, Marchi, Caselli, De Franco, Cantergiani, Maramotti, Cigarini, Morelli, Maura Manghi e Gian Maria Fantuzzi, che hanno raccolto circa 6.770 preferenze. Gli allora sostenitori di Costa, invece, Davoli, Montanari, Saccardi, Aguzzoli, Rodolfi e Grassi il 25 maggio hanno raccolto circa 3.000 preferenze. I sostenitori di Ibattici, infine, (Franceschini, Pavarini, De Lucia, Campioli, Perlini, Vicini) hanno toccato quota 3.400 voti. In pratica, i sostenitori di Costa si fermerebbero a circa 6.400 preferenze, mettendo il segretario nella condizione di non avere più a Reggio la maggioranza in vista dei prossimi appuntamenti di partito: l’assemblea cittadina e il congresso regionale, in programma ad ottobre, che potrebbe essere anticipato da una verifica provinciale. A volere la testa del segretario, il parlamentare Paolo Gandolfi, finito a Roma in virtù di un accordo con Vecchi, in cui venne decisa la candidatura del neosindaco. Per questo motivo, nell’ultima direzione, in molti erano in attesa di un segnale di Vecchi rispetto all’attuale segreteria. Segnale che c’è stato, con Vecchi che ha elogiato Costa, indirizzando gli ex manghiani “perplessi” verso un ripensamento nei confronti dell’attuale segretario. In particolare, il recordman Andrea Capelli, Mirko Tutino e Valeria Montanari, considerati nel Pd come una sorta di “cerchio magico” di Vecchi, ai quali Costa potrebbe avvicinarsi per avere garanzie di rimanere in sella. Gli stessi manghiani, d’altronde, avrebbero apprezzato il modo in cui Costa ha affrontato i casi di Corradini, Masini e Saccardi, libero da condizionamenti, dirottando così le loro mire verso altri membri della segreteria, soprattutto Ibattici, cui sono intenzionati di chiedere che lasci l’esecutivo, ma che sarebbe protetta dai cuperliani.
Anche Costa starebbe pensando di compiere una verifica entro l’autunno, ma con l’obiettivo di rompere le logiche di corrente, secondo l’indicazione di Renzi. In ballo, infine, anche il ruolo di segretario cittadino, dove Mauro Vicini appare sempre più in bilico, con i cuperliani che tuttavia non vogliono mollare la città all’asse Vecchi, Gandolfi, Capelli, Tutino. L’intenzione di questi ultimi sarebbe riuscire a nominare Lanfranco De Franco. Più verosimile, però, che si arrivi al cuperliano Federico Montanari, che escluso dalla rosa di assessori, capogruppo e presidente del Consiglio potrebbe subentrare a Vicini con la benedizione di Costa e il silenzio-assenso di Vecchi, Gandolfi, Capelli e Tutino. (e.spa.)
