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Picchia a sangue la madre, arrestato

Picchia a sangue la madre, arrestato

Il 50enne è finito in manette nonostante sua mamma, alla fine, non abbia voluto denunciarlo per le botte

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Quando l’hanno visto barcollare davanti a casa, con lo sguardo perso e i vestiti sporchi di sangue, gli agenti della volante hanno pensato al peggio. La polizia era infatti arrivata lì, davanti a quella palazzina di Massenzatico perché una donna aveva chiesto aiuto al “113”: «Mio figlio mi sta picchiando, aiutatemi» aveva detto al telefono. Immediato, dalla centrale operativo della questura, l’invio di una volante. E quando gli agenti sono arrivati a destinazione si erano proprio imbattuti in quell’uomo con la faccia stralunata e i vestiti insanguinati. . Era chiaro che era ubriaco, quasi non si reggeva in piedi, ma ugualmente, facendo i gradini due alla volta riusciva ad arrivare prima degli agenti alla porta del suo appartamento, aprirla e poi cercare di richiuderla. Un movimento che però i poliziotti riuscivano a impedire. Il pensiero degli agenti era infatti uno solo, decisamente inquietante: dov’era ora la donna che aveva chiesto aiuto, poco prima, alla questura? Era in casa, magari ferita, magari non più in grado di chiedere aiuto. Questo pensavano gli agenti dopo esser riusciti a entrare in casa, mentre l’uomo continuava ad opporre resistenza e soprattutto a non rispondere a chi gli chiedeva dove fosse la madre. «Cosa volete, andatevene, vi ammazzo» gridava l’uomo ai poliziotti intenti a cercare in ogni angolo della casa. La madre del quarantenne, però, in casa non c’era. Nel frattempo l’uomo non si era per nulla calmato, anzi aveva cominciato a mettersi in mezzo al lavoro degli agenti, cercando di colpirli con calci e pugni. Una situazione che rischiava di degenerare e che spingeva gli agenti a chiedere i rinforzi. In pochi minuti sul posto arrivava un’altra volante. E a quel punto, in quattro, sono riusciti a calmare il folle. Che raccontava di aver litigato con la madre e poi di esser uscito di casa, con la madre che era ancora in casa.

In realtà, appena il figlio se n’era andato, la donna, dopo aver chiamato la polizia, aveva chiesto aiuto alla figlia e con lei si era recata in ospedale, per farsi prestare le prime cure dopo la brutale aggressione subita. E lì che gli agenti poi trovano la donna, con un braccio fasciato probabilmente dalla figlia, un occhio nero e altri lividi sul corpo. La fasciatura al braccio nascondeva una ferita procuratele dal figlio. Ai poliziotti la donna raccontava che le botte erano arrivate dopo che lei stessa aveva rimproverato il figlio perché, ancora una volta, era tornato a casa ubriaco. All’ospedale la donna non ha nemmeno sporto denuncia. L’uomo, un 50enne di origini meridionali veniva arrestato per resistenza, minacce e danneggiamento. Non per la ferocia con cui aveva picchiato sua madre.

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