Uccisi il 28 dicembre di settant’anni fa
GATTATICO. Il museo Cervi racchiude diverse realtà strettamente collegate fra loro, tutte nate dalla tragica vicenda dei sette fratelli Cervi, i sette figli di Alcide, mezzadro vissuto nella zona fra...
GATTATICO. Il museo Cervi racchiude diverse realtà strettamente collegate fra loro, tutte nate dalla tragica vicenda dei sette fratelli Cervi, i sette figli di Alcide, mezzadro vissuto nella zona fra Campegine e Gattatico, dove ai Campirossi, vicino al museo, finì a lavorare la terra in affitto dal 1934 con la moglie Genoeffa e i nove figli. Cresciuti in una famiglia di tradizione antifascista, i sette figli maschi – guidati da Aldo – iniziano attività clandestine antifasciste, accogliendo disertori, dissidenti e soldati stranieri. I sette fratelli sono arrestati assieme ad altri combattenti il 25 novembre 1943, e poco dopo anche Alcide viene catturato. I Cervi e Quarto Camurri, loro compagno d’armi, sono fucilati il 28 dicembre 1943 al poligono di tiro reggiano, come rappresaglia per un’azione partigiana. Lo stesso luogo dove un mese dopo verrà giustiziato anche don Pasquino Borghi, con cui avevano avuto contatti nei mesi precedenti. Alcide, rinchiuso al carcere di San Tommaso, riesce a fuggire durante un bombardamento e a tornare a casa, scoprendo dopo diverso tempo la sorte dei figli. La tragedia che ha colpito un’intera famiglia ha dal principio colpito l’immaginario collettivo, come confermano le decine di opere, film, testi, canzoni dedicati ai Cervi. E in loro memoria è nato il museo. (adr.ar.)
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