Amadei, scena muta davanti al magistrato
Interrogato il titolare della Multiline di Reggio, che aveva un sodalizio d’affari con l’ex dg dell’ospedale, Stefano Cencetti
È durato meno di venti minuti l’interrogatorio di Mauro Amadei, titolare della Multiline di Reggio, indagato per riciclaggio all’interno dell’inchiesta sulle tangenti al Policlinico di Modena. L’ingegnere è stato sentito in procura a Modena, dove è stato sentito anche Stefano Cencetti, ex direttore generale del Policlinico, con il quale Amadei aveva un solido rapporto d’affari. «Mi sono avvalso della facoltà di non rispondere perché la legge lo prevede. Non posso dire altro. Io rispondo alla mia coscienza che è tranquilla, serena, poi la giustizia farà il suo corso e ho piena fiducia». Una breve dichiarazione rilasciata all’uscita dalla procura di Cencetti, figura centrale dell’inchiesta dei carabinieri che ipotizza un giro di appalti pilotati e tangenti al Policlinico nel periodo 2007-2011, con il transito di denaro da onlus ed enti per sponsorizzazioni o promozione scientifica mascherando così il pagamento di chi assegnava lavori o forniture di apparecchiature. Cencentti è arrivato in procura alle 8.45. Un’ora dopo è toccato a Mauro, che aveva anche il ruolo di tesoriere della onlus Hmf presieduta da Cencetti, alla quale la Coopservice di Reggio e la controllata Servizi Italia, hanno sponsorizzato diversi convegni. Le due aziende reggiane avevano vinto nel 2009 (scadenza 2018) il maxi appalto di global service da 130 milioni di euro. Coopservice se lo aggiudicò in quanto capofila di un raggruppamento di aziende, tra le quali il Ccc di Bologna.
«I comportamenti che stanno emergendo, indipendentemente dalla loro eventuale rilevanza penale per il cui accertamento confidiamo nel lavoro della magistratura, non sono compatibili con il ruolo di un direttore generale del nostro Servizio sanitario». Lo sottolinea l'assessore regionale alla sanità, Carlo Lusenti, in una nota di commento all'inchiesta della procura di Modena che indaga su 63 persone ipotizzando appalti pilotati. «Se questi comportamenti verranno confermati una volta che acquisiremo gli atti giudiziari - rileva Lusenti - la Regione si riserva di valutare ogni tipo di iniziativa di tipo civilistico e amministrativo per venire totalmente risarcita, e attiverà tutte le sue prerogative in qualità di datore di lavoro dell’ex-dirigente coinvolto». «La Regione - ha spiegato - utilizza tutti gli strumenti di controllo previsti per verificare l'attività dei direttori generali delle Aziende sanitarie. È sempre stato fatto così anche per l'ex direttore generale del Policlinico di Modena, come ho riferito lunedì scorso in Commissione ai consiglieri regionali. Ma se già allora era gravissimo il quadro di illeciti emersi, che con gli strumenti di verifica in nostro possesso non potevamo accertare, ora le ultime notizie di stampa mettono in evidenza comportamenti completamente inammissibili con l'etica».
