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Dallari: le aziende che barano vanno chiuse

Dallari: le aziende che barano vanno chiuse

Ex vertici della Cna e un dipendente coinvolti nel caso. Il presidente: «Non sento Mussini da mesi»

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REGGIO. «Se un’azienda non rispetta le regole deve chiudere». Il presidente della Cna, Nunzio Dallari, va giù duro dopo che membri di spicco della sua associazione sono stati coinvolti nell’inchiesta per frode fiscale. «Non ne sapevamo nulla e nulla immaginavamo. Siamo rammaricati e imbarazzati per questa vicenda». Sembra quasi spaesato Dallari, a capo della maggiore sigla imprenditoriale che conta oltre 10mila associati in provincia, toccata nel vivo dalle indagini. Mirco Salsi, titolare della Reggiana Gourmet, è stato per lungo tempo vicepresidente della sigla. Alcuni strascichi hanno coinvolto anche la Cop Asfalti, ditta di Tristano Mussini (che non è indgato), ex presidente della Cna fino al 2013, quando ha lasciato proprio per «mettere in sicurezza» la propria azienda, che aveva preso la strada del concordato preventivo per problemi di cassa. A quanto risulta dalle indagini, la moglie di Mussini, Patrizia Montanari, è ora indagata. La donna, legale rappresentante della ditta, avrebbe preso accordi con Gibertini per ottenere fatture false. Operazioni in tutto o in parte inesistenti, per una cifra di circa 17mila euro. «Non so cosa pensare, ci sono personaggi che tutti conosciamo» dice Dallari, che ha lavorato per anni al fianco anche di Mussini. «Sono sorpreso da quanto sta venendo a galla, non mi sarei mai aspettato certi collegamenti con gente di malaffare». E poi: «Sono mesi che non sento Mussini. Io, personalmente, sono sbalordito anche per la storia di Andrea Rossi, il nostro funzionario di Bagnolo, del quale non avevo conoscenza». Proprio Rossi, infatti, era l’uomo che procurava le “teste di legno” da mettere a capo delle società che producevano le fatture taroccate. Tra i prestanome, aveva detto Gibertini durante un’intercettazione, ci sarebbe gente presa nel Pd e tra i pensionati della cooperazione reggiana. Tutti fatti da provare, ma che gettano una luce oscura su tutto il sistema locale: da quello imprenditoriale, a quello sindacale fino a quello politico.

Dallari, vista la piega presa dalla vicenda, impone un cambio radicale di strategia nei controlli. «Da oggi in poi Cna dovrà essere ancora più attenta. So che sarà difficile, soprattutto se ci sono persone che agiscono per contro proprio e non certo nell’interesse dell’associazione». (e.l.t.)