INTERCETTAZIONI «Zio Vincenzo i soldi li vuole in nero...»
Nonostante il sistema dei “citofoni”, le “cimici”delle forze dell’ordine ricostruiscono nei dettagli il sistema e i legami con la malavita organizzata
REGGIO EMILIA
Spregiudicati. Consapevoli di essere nell’ingiusto («al giorno d’oggi i soldi si fanno solo rubando»), accorti ma non abbastanza, letteralmente in preda alla febbre da soldi. Escono così, i protagonisti della cricca che frodava il fisco con la facilità con cui si sputa per terra e che gli investigatori di Guardia di finanza e Carabinieri hanno fermato sconfiggendoli proprio sul loro terreno, quello della tecnologia. Ai “citofoni”, come li chiamavano loro (telefoni a linea chiusa) hanno risposto con intercettazioni ambientali in auto, bar e ristoranti. Invero, raramente ci si imbatte in intercettazioni così chiare: gli indagati erano evidentemente sicuri di aver creato un sistema che li metteva al riparo dalle spiate, che non avevano bisogno di dare un nome finto nè ai soldi, nè alle fatture, nè al “nero”.
IL SISTEMA. E’ quasi l’una di notte quando la “cimice” piazzata nell’auto Bmw serie 7 di Gibertini, viene captato questo dialogo tra Gibertini stesso e Salsi.
Gibertini: «Tu diglielo: ho dato centomila euro a Marco...».
Salsi: «che devono ancora, deve ancora dare. Ma guarda che c'è il problema che io ce li ho bianchi, ma per averli black, come andrebbero bene a Zio Michele».
Gibertini: «eh...».
Salsi: «Zio Michele e Zio Vincenzo».
L’aggiunta da parte di Salsi di «Zio Vincenzo» non è una pignoleria. Anzi, dà la cifra della statura criminale con cui i due sarebbero in contatto, mentre nell’ordinanza il gip Angela Baraldi attesta che Zio Michele Zio Vincenzo è infatti - secondo gli inquirenti - Vincenzo Ferraro, 57 anni, nativo di Palmi e residente a Milano ha alle spalle precedenti per furto, sequestro di persona, estorsione, associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, lesioni personali, danneggiamento e evasione. Invero, il legame tra l’organizzazione composta - secondo gli investigatori - da Marco Gibertini, il torinese Piersandro Pierlasco e il romano Marco Castaldi - e la malavita organizzata è provata attraverso il tramite del pregiudicato calabrese Antonio Silipo, già in carcere per usura ed estorsione.
In un’altra intercettazione Gibertini, quasi incalzato dalla curiosità di Mirco Salsi, titolare della Reggiana Guormet spiega il meccanismo.
Gibertini: si
Salsi: ti dan solo centomila?
Gibertini: solo 100 mila
Salsi: no!, spiegami bene
Gibertini: mi danno 200 mila subito.
Salsi: ti pagano tutto
Gibertini: e poi dopo...
Salsi: 1va e imponibile
Gibertini: restituisco il cinquanta per cento
Salsi: e gli restituisci solo il cinquanta per cento dell'imponibile, bon! basta
Gibertini: però dopo, dopo ho delle spese. Hai capito, perché devo comprare il materiale,hai capito?
Salsi: quale materiale? quello che ci fatturi?
Gibertini: (incomprensibile)
Salsi: e compri tu
Gibertini: tutto molto (incomprensibile)
Salsi: e quanti ne compri? pochi!?
Gibertini: eh, no, qualche migliaia di euro lo spendo
Salsi: qualche migliaio, e poi li tieni li!
Gibertini: no!, li tengono loro
Salsi: loro. E come fai a fare la fattura se hai, se hai in carico dieci, dieci..., siringhee ne devi fàtturare centomila?
Gibertini: io, io poi, io poi dopo c'ho la... E' tutta roba che arriva dall'oriente
Salsi: ah!, t'arriva dalla Cina, e quindi, tu hai in carico i duecentomila che hai fatturato a loro, li avrai in carico per..
Gibertini: bravo!!
Salsi: cento, centocinquanta...
Gibertini: ma .... , dopo mi rimane fuori l'Iva, perché sai che quando, con tutte le fatture, tu ricevi le fatture dell'estero, l'Iva non la paghi
Salsi: l'iva non la paghi...
Gibertini: quanto ti arrivano le fatture. Se tu la fai, si!
In pratica - secondo gli inquirenti - in questo dialogo c’è tutto: Gibertini spiega che attraverso le fatture (per operazioni inesistenti) crea i fondi neri: emette fatture per operazioni inesistenti, il destinatario utilizzatore paga tramite bonifico la fattura e lui restituisce una parte della somma in contanti; proprio questa somma di denaro andrà a costituire il fondo extrabilancio. Questo è il sistema anche di Pregliasco e Castaldi.
«Per portare a termine con successo questo meccanismo - si legge nell’ordinanza del gip Baraldi - Gibertini spiega che a lui serve del contante che è appunto quello che arriva attraverso il canale romano (e, ancor prima, napoletano) che sarà consegnato all'utilizzatore della fattura falsa. In buona sostanza, se viene emessa una fattura per centomila euro più iva, l'utilizzatore paga la fattura per intero tramite bonifico mentre Gibertini in contanti restituisce la metà. Dalla somma che rimane però deve togliere una parte di spese: quelle per l'acquisto delmateriale per dare credibilità all'operazione che si fa fatturare per un importo notevolmente superiore a quello effettivamente speso. Queste fatture vengono dalla Cina per cui sono esenti da Iva. Il sistema però - annota però sempre il giudice - così non è perfetto perché se Gibertini si caricasse di solo di fatture inesistenti di vendita, avrebbe comunque un utile tassabile». Ecco allora che Gibertini per abbattere i costi annota altre fatture inesistenti per ricerche di mercato e consulenze, utilizzando la sua società.
TESTE DI LEGNO E AZIENDE. In un altro colloquio tra Gibertini e Salsi, il giornalista spiega il meccanismo delle cartiere. E spunta il nome di un altro indagato, il funzionario della Cna di Bagnolo Andrea Rossi.
Gibertini: Sai chi è uno che mi fa fare un sacco di roba? Un certo Andrea Rossi della Cna di Bagnolo. Però mi raccomando eh ..
Salsi: della Cna di Bagnolo?
Gibertini: si!
Salsi: cosa ti dà lui?
Gibertini: eh ... , mi da sia dei nominativi, gente sana, a posto da mettere nella società, hai capito? E poi mi da del lavoro, da questa società
Salsi: cioè?
Gibertini: mah principalmente, recupera, anche, principalmente anche fatture
Salsi: non ho capito. Da delle fàtture?
Gibertini: quando, si!, si. da lavorare
Salsi: ti fa delle fàtture a te?
Gibertini: si
Salsi: ah!, di gente che lui ha che ha bisogno di fatture?
Gibertini: (incomprensibile)
Salsi: quindi lui ti trova, ti trova .. , trova anche le teste di legno da mettere a capo di...
Gibertini: si
Salsi: ma sono persone di fiducia?
Gibertini: li conosce lui, eh!
Salsi: si?
Gibertini: è anche gente molto seria
Salsi: si, si, ma. Scusa quelle teste di legno li ..
Gibertini: però non dirglielo
Salsi: no!, io so neanche chi sia, non mi interessa proprio
Gibertini: no, lo sai che sembra che in Cna (incomprensibile)
Salsi: si, però, non
Gibertini: (incomprensibile)
Salsi: si, non ci sono neanche mai stato ti dirò.
Gibertini: si vede che ti conosce per nome.
SILIPO E SARCONE. C’è anche un’altra intercettazione che dà la misura dei rapporti tra Gibertini e il pregiudicato Antonio Silipo. E anche in questo caso, il dialogo trasuda una estrema libertà, al punto che Silipo - già in carcere per estorsione - ci tiene a sottolineare che le sue attività lecite, ovvero quelle nel campo dell’autotrasporto e dell’edilizia, fino a quel momento non l’hanno fatto certo campare. Illuminante è un’intercettazione ambientale (sempre sull’auto di Gibertini) del 25 ottobre 2012. Gibertini si trova in compagnia di Mirco Salsi Mirco..Quest'ultimo rifeAlle ore 17:43 Salsi risale in macchina dicendo che adesso vedranno cosa dirà don Vincenzo (Ferraro Vincenzo) ... Salsi riferisce di essere molto preoccupato.Gibertini dice qualcosa riferita a Pier (Piersandro Pregliasco) e Marco (Marco Castaldi) Salsi domanda che ruolo rivesta Marco e Gibertini risponde dicendo che secondo lui quello che comanda è Marco. Alle ore 17:56 Gibertini riferisce che quando è arrivato vi era dentro Sarcone. E subito aggiunge: «se dovesse essere sotto controllo siamo rovinati». Salsi dice: «io adesso lascio il cellulare inmacchina».
IL MACCHININO. E’ il 17 gennaio dello scorso anno e Salsi e Gibertini vengono di nuovo intercettati. E gli affari - da quando è partita l’organizzazione - vanno bene. Al punto che «Salsi - si legge nelle trascrizioni - informa Gibertini di aver comprato il "macchinino" conta soldi. «L’ho preso in Italia da una azienda specializzata». Gibertini è interessato ad altre caratteristiche tecniche: «Rileva le banconote false?» chiede. «Sì - risponde Salsi - è quella che hanno le banche, ma più piccola e portatile, con questa andiamo via sicuri. Costa duecento euro. Ne vuoi una anche tu?». Gibertini taglia corto: «basta averne una». Salsi è meno freddo: «Ho comprato persino la borsa adeguata».
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