«La Tari? È più cara della vecchia Tares»
L’allarme di Federconsumatori: aumenti del 3%. E un appello ai Comuni: «Troppa confusione, non applicate le sanzioni»
«Con tutti questi cambiamenti, così repentini, la domanda rimane una: nel 2014 pagheremo di più o di meno rispetto all’anno precedente? Purtroppo crediamo di poter dire che la tariffa rifiuti sia aumentata di circa un 2-3%». È l’allarme di Giovanni Trisolini, presidente di Federconsumatori, sul caos per le scadenze dei pagamenti dei tributi comunali. Non solo la Tasi, infatti, ma anche l’Imu e la Tari: tre tributi che insieme formano la Iuc, l’imposta unica comunale, in una giungla di sigle e di bollettini attorno ai quali diventa sempre più difficile orientarsi.
«L’Imu, come l'anno passato, si applica alle abitazioni di lusso e alle seconde case – spiega Trisolini – Lo Iuc non prevede il pagamento di una mini-imu per le prime case, come avvenuto invece nel 2013. Le scadenze per pagare le due rate di cui si compone l’Imu sono 16 giugno e 16 dicembre.Per quanto riguarda il tributo rifiuti, non ripercorriamo la lunghissima vicenda Tia, Tarsu, Tares degli anni passati. Ricordiamo solo che nel 2013 c’è stata la Tares la quale comprendeva anche i “servizi indivisibili”, pari allo 0,30 centesimi di euro per ogni metro quadrato di superficie assoggettabile». Proprio la Tares, nel 2014 è stata sostituita dalla Tari: «Il tributo per i rifiuti si chiamerà Tari e non comprenderà più i servizi indivisibili come illuminazione e polizia locale, che verranno invece compresi nella Tasi, il terzo tributo della triade che compone, come dicevano, lo Iuc. È pertanto inutile dire che il bollettino della Tari sarà inferiore rispetto a quello della Tares del 2013».
Da Federconsumatori, infine, anche un appello ai Comuni a non applicare le sanzioni: «Ci auspichiamo che, considerata la totale confusione generata dall'avvicendarsi di norme che si sono modificate continuamente, i Comuni non applichino sanzioni ed interessi se tali tributi saranno pagati in ritardo».
