Gazzetta di Reggio

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«Majorca, se pagate le nostre tredicesime noi smobilitiamo»

«Majorca, se pagate le nostre tredicesime noi smobilitiamo»

Scandiano: i dipendenti bloccano l’accesso al magazzino «Attendiamo risposte, ma dicono che non ci sono soldi»

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SCANDIANO. «Siamo in attesa di risposte sul pagamento della tredicesima, d’ora in poi le comunicazione verranno tutte formalizzate, per evitare incomprensioni». Rimane sempre molto alta la tensione fra i lavoratori e la proprietà della Majorca, la ceramica di Bosco di Scandiano vicinissima alla chiusura. Da oltre una settimana i 78 dipendenti dell’azienda hanno organizzato un presidio davanti al magazzino trasporti, ultimo reparto funzionante, da dove potrebbero partire gli ultimi 800mila metri cubi di mattonelle realizzate. Le spedizioni sono bloccate dai lavoratori, che per risolvere questa situazione chiedono il pagamento della tredicesima 2013, una delle 5 mensilità complete arretrate che devono ancora ricevere. A metà maggio l’azienda ha presentato istanza per la cessazione dell’attività al ministero del Lavoro; è iniziata la cassa integrazione straordinaria, che dovrebbe proseguire sino a fino anno, salvo proroghe su cui si lavorerà in questi mesi.Una trattativa per il passaggio del ramo commerciale ad un’altra azienda è sfumato a fine maggio, sempre fra polemiche e scambi di responsabilità fra dipendenti e sindacati da un lato e proprietà dall’altro. I rapporti rimangono tesi, come conferma la trattativa per il pagamento della tredicesima. «Per noi è la prima priorità, perché se non viene pagata entro un anno se ne perde il diritto – spiega Nico Morano, uno dei rappresentanti sindacali della Majorca –. Se ci venisse pagata la tredicesima, saremmo disponibili a sbloccare almeno una parte del magazzino, ma ci viene sempre risposto che non ci sono soldi». Una delle voci uscite nei giorni scorsi riguardava il pagamento di un acconto di 300 euro sulla tredicesima. «Non ci sono certezze nemmeno su questo, e comunque non è una cifra che abbia senso. La chiarezza manca sempre, perché l’azienda parla di cifre che non includono Foncer e altri contributi, che però poi sono da pagare». Per questo, annunciano i lavoratori, «abbiamo chiesto che d’ora in poi ogni trattativa e ogni richiesta venga messa per iscritto, nero su bianco». «Ogni volta che c’è una discussione, dopo ci viene detto che siamo noi rappresentanti sindacali ad aver capito male, e su diverse questioni, non abbiamo nemmeno le competenze per trattare. Abbiamo chiesto – dice Morano – che d’ora in poi tutto venga formalizzato in forma scritta, così non ci saranno fraintendimenti e potremo anche noi far vedere le carte ai nostri esperti».

Altro tema importante è la richiesta di un concordato, cui l’azienda starebbe lavorando, per accelerare i tempi e presentare la domanda in tempi brevissimi. Di certezze non ve ne sono, di ufficialità nemmeno, anche se l’obiettivo sarebbe quello di inoltrarlo entro il fine settimana, o al massimo nei primi giorni della prossima. Nel frattempo, la comunità scandianese si sta mobilitando attorno ai dipendenti della Majorca. Venerdì sera si è tenuta una cena solidale a Bosco, cui hanno preso parte più di cento persone.

Adriano Arati