Resistono solo la moda e l’agroalimentare
Secondo un’indagine regionale della Banca d’Italia sono gli unici settori ad avere tenuto le posizioni
REGGIO. Le più importanti componenti dell'economia reggiana sono state analizzate nell'ambito dell'indagine svolta dalla Banca d'Italia riguardante la Regione Emilia Romagna. Lo studio offre uno spaccato dei comparti e segnala i punti di forza e le debolezze del sistema.
I dati sono relativi al 2013 e si aprono ricordando che l'evento di maggior rilievo nell'ambito delle nuove infrastrutture è stata l'inaugurazione delle stazioni reggiana e bolognese dell'Alta Velocità. Un'eccezione, perché c'è stato un calo (-0,5%) sul fronte dei servizi, anche se in misura ridotta rispetto al -1,7% lamentato nel 2012. Soddisfacente l'andamento del settore ceramico. Nel distretto reggiano-modenese le vendite sono salite del 3% grazie all'incremento delle esportazioni (+5,6%) ma il mercato interno è sceso vistosamente (-6,5%).
In stretto collegamento stanno le costruzioni, il cui valore aggiunto è diminuito dell'1,5 e il fatturato del 5,6%. Sono le nuove abitazioni a soffrire maggiormente (-18,4%) e le compravendite si sono ridotte del 7%. Scese addirittura del 20% le opere pubbliche.
In grande ambascia il commercio al dettaglio che per il sesto anno consecutivo ha avuto una flessione; questa volta del 5,7% che al netto delle variazioni di prezzo arriva al -6,9%. I beni di consumo acquistati in Emilia Romagna - dice la Banca d'Italia - hanno avuto una riduzione dell'1,7% (si era toccato il - 11,5 nel 2012). Manco a dirlo anche il turismo ha lamentato un rimbalzo negativo, in particolare nel numero delle presenze registrate sulla riviera romagnola. I registri alberghieri hanno rilevato una flessione del 3,5% per l'assenza degli italiani (- 5,2%) e meno male che gli stranieri (+ 1,9%) hanno parzialmente colmato il gap. Un accenno agli scambi internazionali: abbiamo importato meno per il 5,3% mentre l'export è salito del 2,6%. Agroalimentare e moda sono i due settori che hanno tenuto al meglio le posizioni. L'occupazione è stata in calo nella specializzazione agroalimentare (Parma, Reggio, Lugo) ed è andata nella stessa direzione nei minerali non metalliferi (Reggio, Sassuolo, Faenza) oltre che nella gomma e nella plastica. (l.v.)
