Una montagna di mail intercettate
L’imponente lavoro investigativo degli otto finanzieri della “sezione mobile”
REGGIO. «Hanno svolto un lavoro imponente, espressione di grande professionalità».
Stiamo parlando degli uomini della “sezione mobile” del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Reggio e l’attestato di stima è giunto ieri – in conferenza stampa – sia dal pm Valentina Salvi, sia dal comandante provinciale della Fiamme Gialle (il colonnello Ippazio Bleve). Sono sette i finanzieri che compongono la “sezione mobile” e con loro – per un anno e mezzo – ha collaborato appositamente anche un collega di un’altra sezione, in quanto specializzato in materia tributaria. «La “sezione mobile” da tempo è impegnata sul versante della lotta allo spaccio di stupefacenti – ha rimarcato il colonnello Bleve – ma ha saputo riconvertire la propria professionalità verso quest’attività ben più complessa». Un lavoro d’équipe che si è concentrato soprattutto sulla decriptazione di una valanga di mail (circa 80mila...), intercettate in una quindicina di indirizzi di posta elettronica utilizzati dai principali protagonisti di quest’organizzazione dedita alle frodi fiscali. Le intercettazioni telematiche hanno riguardato non solo il “traffico” di mail, ma anche quelle giacenti nei vari indirizzi di posta elettronica, il che ha permesso agli otto finanzieri di ricostruire situazioni e modalità d’agire della banda. Un altro momento-chiave si è concretizzato nelle intercettazioni ambientali, grazie alla “cimice” posizionata nell’auto di Marco Gibertini (una Bmw serie 7): in quella macchina, che era una sorta di ufficio ambulante per l’opinionista tv, sono state carpite non poche informazioni utili per le indagini. Per la “sezione mobile” un altro banco di prova non indifferente si è rivelato l’individuare i “citofoni”, cioè quei cellulari in cui l’organizzazione immetteva schede telefoniche (cedute da prestanome o da extracomunitari irreperibili) per poi parlarsi fra loro. Ma qualcuno ha commesso un passo falso e dal primo “citofono” sono poi risaliti pian piano agli altri. Investigazioni con giornate-clou anche da venti ore al giorno di lavoro sotto traccia: ma ora, per gli otto finanzieri, parlano gli importanti risultati raggiunti.(t.s.)