Gli artigiani pronti a sospendere l’impiegato
La Cna lascia a casa Rossi. Dallari: «Siamo vittime di questa vicenda, ci dobbiamo tutelare»
REGGIO. Sono tre gli indagati diventati altrettante spine nel fianco della Cna di Reggio. L’associazione che rappresenta oltre 10mila aziende artigiane locali, è pronta a correre ai ripari per tutelare l’immagine e la credibilità di iscritti e dipendenti. «Siamo vittime di questa incredibile vicenda - spiega il presidente della Cna Nunzio Dallari - Stiamo ricevendo un danno non indifferente. Per questo stiamo valutando, attraverso il nostro codice etico, la possibilità di sospendere Andrea Rossi, che è impiegato nella sede Cna di Bagnolo».
Il provvedimento potrebbe essere preso già nelle prossime ore, arginando così le critiche che stanno piovendo sull’associazione. «Chi ha agito lo ha fatto per un interesse prettamente personale, al di fuori delle mansioni consentite dalla Cna. Se fosse così, ne dovrà subire le conseguenze.
L’altro colpo arriva dall’arresto di Mirco Salsi, patron della Reggiana Gourmet, che dal 2009 al 2013 è stato vicepresidente della sigla provinciale, nonché presidente della categoria degli alimentaristi della Cna. Una posizione di indubbio rilievo che gli valse nel 2012 la nomina nel cda delle Fiere di Reggio, quale espressione dell’associazione, che lo mise al fianco del board presieduto allora da Lisa Ferrarini. Un capitolo che si concluse abbastanza velocemente, con la presentazione del concordato di Reggio Emilia Fiere.
Infine, c’è la posizione scomoda di Patrizia Montanari, moglie dell’ex presidente della Cna Tristano Mussini, indagata per una fattura falsa da 17mila euro, chiesta e ottenuta dalla cricca di Gibertini. La donna è finita nell’inchiesta in quanto legale rappresentante all’epoca dei fatti - si tratta del 2012 - della Cop Asfalti. Poco dopo, nel 2013, la ditta della famiglia era finita nelle secche della crisi, rimasta senza la liquidità necessaria per poter proseguire la gestione ordinaria. Per questo Cop Asfalti chiese il concordato preventivo, portando poi Mussini alle dimissioni dalla presidenza dell’associazione di categoria. Il risanamento dell’azienda aveva reso inconciliabile il ruolo nel sindacato dei piccoli imprenditori. Nell’agosto del 2013 il concordato è stato omologato dal tribunale di Reggio, che ha previsto il pagamento integrale dei debiti ai creditori con ipoteca o privilegio, e quello parziale dei creditori chirografari, salvaguardando al contempo i 18 posti di lavoro. Ora l’azienda torna nelle aule del tribunale, passando dalla sezione fallimentare a quella penale. Montanari, infatti, compare nelle intercettazioni con Gibertini e i suoi sodali, e il giro delle fatture false sarebbe tracciato nelle minuziose indagini degli investigatori. (e.l.t.)
