Il corriere dei soldi prima si dilegua poi si costituisce
REGGIO. C’è stato un “giallo” all’alba di giovedì, cioè nelle fasi concitate delle notifiche delle misure restrittive applicate dal gip Angela Baraldi per 13 indagati nell’inchiesta sulla frode...
REGGIO. C’è stato un “giallo” all’alba di giovedì, cioè nelle fasi concitate delle notifiche delle misure restrittive applicate dal gip Angela Baraldi per 13 indagati nell’inchiesta sulla frode fiscale da ben 33 milioni di euro.
Gli inquirenti non sono infatti riusciti – a Roma – a bloccare il 29enne Valerio Villani, accusato di associazione a delinquere ed emissione di false fatture. Per il giovane dovevano scattare gli arresti domiciliari ed il divieto di comunicare con persone con loro non conviventi. Ma Villani non si trova e viene subito ricercato.
Ricerche che si sono ora concluse perché il 29enne si è costituito, a Roma, nella caserma della guardia di finanza.
Villani – che è amministratore della Pvm Tecnology – viene considerato dagli investigatori “legato” agli imprenditori dell’illecito cioè il torinese Piersadro Pregliasco e il romano Marco Castaldi che avrebbero emesso false fatture (quali amministratori di fatto della citata società “cartiera” Pvm Tecnology a sua volta formalmente rappresentata da Villani Valerio) in favore di terze aziende utilizzatrici, consentendo a queste ultime sconti di imposta ai fini Iva e imposte sul reddito. Sia il 29enne che il 42enne Gianluca Mussoni “sono senz’altro partecipi dell’associazione – scrive nell’ordinanza il gip Baraldi – e ricevono ordini da Pregliasco e Castaldi, dimostrando assoluta fedeltà ai loro capi e prestandosi ad adempiere ad ogni richiesta”. Entrambi sono ritenuti dei corrieri valutari, cioè avrebbero ritirato fior di quattrini per portarli a Roma e a Reggio. Due “dipendenti” di Pregliasco e Castaldi (entrambi ora in carcere) e quest’ultimi il gip Baraldi li “dipinge” come autentici motori dell’organizzazione illegale. “Gestiscono un elevato numero di società avvalendosi di prestanomi – scrive il magistrato giudicante – e l’autentico oggetto sociale di queste ultime è frodare il fisco, immettere sul mercato capitali di dubbia provenienza nonché fornire fatture per le più svariate necessità. Hanno fatto dell’illecito la loro regola di vita e guadagnano solo ed esclusivamente commettendo una serie infinita di reati. Sono privi di senso etico”.