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“Messo in mezzo” dal padre il figlio di Salsi in tribunale

“Messo in mezzo” dal padre il figlio di Salsi in tribunale

REGGIO. Fu il padre e coinvolgerlo negli affari della cricca, a tal punto che anche a lui fu assegnato un “citofono”, come venivano chiamati i telefoni cellulari in uso ai membri dell’organizzazione,...

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REGGIO. Fu il padre e coinvolgerlo negli affari della cricca, a tal punto che anche a lui fu assegnato un “citofono”, come venivano chiamati i telefoni cellulari in uso ai membri dell’organizzazione, e dagli stessi considerati irrintracciabili, scoperti però dagli investigatori. Fatti che hanno portato all’iscrizione nel registro degli indagati del 31enne Gianluca Salsi, figlio di Mirco, patron della Reggiana Gourmet. Il giovane imprenditore verrà sentito oggi dal giudice Angela Baraldi durante l’interrogatorio di garanzia relativo al divieto di dimora nel comune di Reggio disposto giovedì scorso.

Salsi junior ha preso parte alle operazioni di finanziamento dell'associazione a delinquere oggetto dell’inchiesta Octopus. Nei suoi confronti, visto il minor coinvolgimento a livello temporale, il giudice aveva ritenuto sufficiente la misura del divieto di dimora nel comune di Reggio.

Salsi, in principio, avrebbe anche dubitato di Antonio Silipo, membro di spicco della malavita cutrese. Ma poi questi l’aveva “tranquillizzato", spiegandogli - come si legge nelle intercettazioni - che non si era certo arricchito facendo l'imprenditore. Salsi, poi, accettò di fare l'investimento, ovvero di offrire liquidità per alimentare il giro di fatture false.Il tutto in capo alla Reggiana Gourmet, azienda di famiglia capace di generare 6 milioni di euro di fatturato nel 2012, gravata di pochi debiti e molto liquida. Un’attività di produzione di pasta ripiena fresca e surgelata rinomata in tutta Italia, che aveva raggiunto un successo crescente sia a livello di mercato, sia a livello industriale, finito ora al centro dell’inchiesta. (e.l.t.)