Gazzetta di Reggio

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TANGENTI A REGGIO Accertamenti pilotati: terremoto all'Agenzia delle Entrate. Cinque arresti: coinvolto un candidato sindaco di Cavriago

di Elisa Pederzoli
TANGENTI A REGGIO Accertamenti pilotati: terremoto all'Agenzia delle Entrate. Cinque arresti: coinvolto un candidato sindaco di Cavriago

Sei indagati, arrestati un funzionario e una dirigente in pensione Coinvolto anche un candidato sindaco a Cavriago insieme alla moglie

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Due persone arrestate, tre colpite dal divieto di dimora nella provincia di Reggio, una sesta indagata a piede libero. E sequestri di materiale andati avanti per tutta la mattinata negli uffici dell’Agenzia delle Entrate di via Borsellino. Quattro giorni dopo l’operazione Octopus, che ha denunciato frodi fiscali milionarie e coinvolto anche molti insospettabili, Reggio ieri mattina è stata nuovamente svegliata da un’inchiesta clamorosa che coinvolge un ufficio pubblico e dove, stavolta, si parla di tangenti.

CINQUE ORDINANZE. A essere arrestati dai carabinieri del Nucleo investigativo guidato dal maggiore Giuseppe Marinelli nell’ambito dell’operazione denominata “Nottigham” coordinata dal sostituto procuratore Giulia Stignani (foto a destra), sono stati Attilio Riga, 41 anni, e Anna Maria Corsi, 70: rispettivamente funzionario e funzionario in pensione dal 2009 dell’Agenzia delle Entrate. Ma nell’inchiesta ci sono anche altre tre persone: la dipendente degli stessi uffici Giovina Palazzo, 55 anni, l’architetto e candidato alla poltrona di sindaco delle ultime Amministrative a Cavriago Gabriele Beltrami, 70 anni, e la moglie titolare dell’impresa edile Poledil di Reggio Vanna Montanari, 61 anni.

Il gip Antonella Pini Bentivoglio ha disposto il divieto di dimora nel Reggiano. Una misura più lieve rispetto all’arresto, ma comunque molto limitativa, per il rischio di inquinamento delle prove.

I reati che vengono loro contestati sono pesanti: si va dalla concussione, all’accesso indebito ai sistemi telematici, alla rivelazione del segreto d’ufficio.

L’INCHIESTA. Gli investigatori parlano di una struttura, interna ed esterna all’Agenzia delle Entrate. E attribuiscono un ruolo chiave ad Anna Maria Costi, funzionaria della stessa Agenzia dal 1974 al 2009.

L’ex dipendente, infatti, nonostante fosse in pensione poteva comunque contare su due “filoni” all’interno degli stessi: l’impiegata ora indagata Giovina Palazzo, ma soprattutto il funzionario a capo del team degli accertatori Attilio Riga. E’ attraverso di loro che entrava indebitamente nel sistema informatico nell’Agenzia dell’Entrate protetto da misure di sicurezza, e otteneva informazioni sugli accertamenti nei confronti di alcuni ristoratori reggiani.

Tre, per ora, i casi sotto la lente degli investigatori e che coinvolgono tre ristoratori. Uno solo quello che ha denunciato tutto ai carabinieri e grazie al quale, poi, si è arrivati all’inchiesta attuale.

Le figure di Gabriele Beltrami e della moglie Vanna Montanari sarebbero emerse proprio in questa occasione e avrebbero avuto un ruolo di mediazione, tra il ristoratore sottoposto ad accertamenti e l’Agenzia delle Entrate. E’ attraverso di loro infatti che alla “vittima” – un ristoratore di Bagnolo – sarebbe stata proposta l’archiviazione della pratica, al costo di 10mila euro.

L’APPELLO. L’inchiesta è ancora in una fase delicata. Dagli accertamenti sui faldoni e i server sequestrati ieri anche nelle abitazioni di alcuni degli indagati, si attendono nuovi riscontri. E non si escludono, ulteriori sviluppi.Intanto, dal colonnello Paolo Zito (foto a sinistra), comandante provinciale dei carabinieri, arriva un appello. «L’indagine, che si è sviluppata nell’arco di pochi mesi, ha aperto ampi scenari. Probabilmente, ci sono altri casi. L’occasione è quella di invitare i cittadini che li hanno subiti, a denunciare tali illeciti», dichiara.