Gazzetta di Reggio

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«Ho solo aiutato un amico in crisi Mai presi soldi»

«Ho solo aiutato un amico in crisi Mai presi soldi»

Gabriele Beltrami ha il divieto di rientrare nel Reggiano Si difende: «Ho sbagliato e adesso sto vivendo un incubo»

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REGGIO. «Ho solo agito per aiutare un amico, ma non ho mai preso soldi. Ho sbagliato per cercare di risolvere i suoi problemi e lui poi mi ha denunciato».

Gabriele Beltrami risponde al cellulare, da Parma. Da poche ore è stato colpito dall’ordinanza del gip che lo ha fatto finire fuori dai confini della provincia di Reggio, assieme alla moglie. E con il divieto, almeno per ora, di rientrarvi.

Il suo nome è finito al centro di un’indagine che sta destando sgomento e stupore. Sia perché si parla di tangenti all’Agenzia delle Entrate, sia perché si parla proprio di lui, che fino a un mese fa finiva sui giornali perché candidato sindaco a Cavriago, a capo della lista “Alternativa civica” sostenuta da Forza Italia (non è riuscito a entrare in Consiglio). Dal 1990 al 1995, è stato presidente della Circoscrizione Centro Storico di Reggio (eletto indipendente con il Psi). Inoltre, lui e la consorte sono molti noti in tutta la provincia anche per la professione: lei, Vanna Montanari, è la titolare della società edile Poledil di Pieve, di cui lui, architetto, è direttore tecnico. Importanti e numerosi sono stati i loro cantieri, sia pubblici che privati. Come il restyling dei centri commerciali Ariosto, Virgilio, Reggio Est.

«Mi sembra di vivere in un incubo – racconta – i carabinieri sono arrivati questa mattina (ndr, ieri). E pensare che ero appena rientrato la notte dal mare. Per noi è stato assolutamente un fulmine a ciel sereno». Invece, i militari dopo averli prelevati nella loro abitazione di Cavriago gli hanno mostrato l’ordinanza con cui, fino a nuovo ordine, non potranno più rientrare a casa.

«Potete capire il mio stato d’animo. Anche per il fatto che sia coinvolta anche mia moglie. Perchè? Non riesco a capirlo – si sfoga – Sono preoccupato anche per la mia azienda, che conta nove dipendenti e ha un importante indotto. Come facciamo a mandare avanti i lavori se non possiamo rientrare a Reggio? Preferisco che mi dicano che ho l’obbligo di firma dieci volte al giorno piuttosto che stare così».

Ma sull’inchiesta, è pronto a dire la sua. «Non ho mai fatto da intermediario. Io faccio tutt’altro mestiere, faccio l’architetto. Mi ha denunciato un amico che ho da 40 anni e che era venuto in ufficio a piangere per i guai che aveva chiedendo di dargli una mano. E lì ho sbagliato. Ma giuro sui miei figli che non ho preso soldi – racconta – Non ha senso quello che è successo. Tutto questo polverone secondo me è per arrivare più in alto. E io mi ci sono trovato in mezzo». Su Anna Maria Costi, dichiara: «La conosco perché le ho ristrutturato casa anni fa. Persona preparata e stimata da noi tutti».

Beltrami e la moglie, difesi dagli avvocati Nicola Tria e Paolo Pierdicca, ora attendono l’interrogatorio di garanzia.