Gazzetta di Reggio

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Oltre mille procedimenti da trasferire

Oltre mille procedimenti da trasferire

Negli anni calate le giacenze, che passeranno alle sedi dei capoluoghi. L’Anma: «Siamo preoccupati»

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Oltre 400 processi presentati a Parma nel 2014 e tre giudici: la presidente Angela Radesi, l’unica donna a presiedere una sezione, e i colleghi Laura Marzano e Marco Poppi. Numeri del Tar di Parma, destinato alla chiusura nonostante un’intensa attività per la riduzione delle giacenze condotta negli ultimi anni. Secondo quanto diffuso dalla presidente Radesi in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, a febbraio scorso, gli ultimi dati disponibli, a fine 2011 i ricorsi giacenti erano 1.327, scesi a 1.259 nel 2012 e a 1.127 nel 2013. Numeri in linea con le cifre sui ricorsi presentati: erano 497 i processi definiti nel 2012 cui si sono stati 429 nuovi ricorsi. L’anno successivo, nel 2013, a fronte di 512 sentenze emesse i nuovi ricorsi sono stati 373, portando così il totale delle giacenze a quota 1.127, la più bassa negli ultimi ventidue anni, meno di un quarto rispetto al picco negativo di 4.942 del 1997.

Sulle chiusure delle sedi distaccate dei Tar è intervenuta anche l’Anma, l’Nazionale Magistrati Amministrativi, che ha espresso «profondo disagio e forte preoccupazione per l'azione del Governo, soprattutto «in assenza di una seria valutazione delle effettive ricadute in termini organizzativi, di risparmio di spesa, di funzionalità degli uffici giudiziari, di disagio e di allontanamento dei cittadini da un sistema di tutela rapido ed effettivo garantito dai giudici amministrativi contro le disfunzioni ed il malgoverno delle amministrazioni». Secondo l’Anma, «ciò comporterà certamente un rallentamento della risposta di giustizia per bacini di utenza estremamente significativi e numerosi, ossia per tutta quella moltitudine di cittadini, imprese, operatori economici che si rivolgono ogni giorno ai Tar per ottenere tutela e ripristino della legalità». Dall’associazione aggiungono che «i gravi disservizi organizzativi che si verificheranno inevitabilmente nel sistema della giustizia amministrativa si risolveranno in una inaccettabile contrazione degli ambiti di tutela e di difesa del cittadino in un momento storico in cui si pone invece con ogni evidenza l'esigenza di un rafforzamento del controllo di legalità sulle azioni delle pubbliche amministrazioni». Fra le altre sedi distaccate a rischio, anche i tribunali amministrativi di Brescia, Pescara, Latina, Salerno, Lecce, Reggio Calabria, Catania. Entro il prossimo 15 settembre è previsto un nuovo decreto del consiglio dei ministri per definire modalità e scadenze di trasferimento degli atti alle sezioni centrali dei capoluoghi di regione.