«Preferenze, andrò fino in fondo»
Scandiano: la consigliera Diacci chiede i documenti sul voto nel seggio di Jano
SCANDIANO. «Vogliamo andare fino in fondo alla questione dei voti mancanti». Annuncia battaglia Elena Diacci, consigliera comunale del centro-destra a Scandiano, sulla “sparizione” delle preferenze nella sezione elettorale 15 con sede a Jano, che aveva come presidente di seggio Elisa Colli. I dati ufficiali pubblicati sinora non presentano alcuna preferenza individuale per nessuno dei candidati del centro-destra. Un fatto strano, che ha convinto la Diacci e Giuseppe Pagliani a presentare un esposto sull’accaduto, chiedendo che venga fatta chiarezza.
«Non sto accusando nessuno, ma la situazione è sgradevole, vogliamo capire cosa sia successo veramente in questo seggio. Già a Reggio città ci sono stati tanti problemi durante le elezioni, sapere che possono essersi verificati a Scandiano non mette certo di buon umore» – spiega la Diacci.
Gli unici dati “validi” sono quelli cartacei, che la commissione elettorale ha consegnato alla prefettura due giorni dopo le elezioni, senza segnalare anomalie. Il problema potrebbe essere solamente legato al portale internet provinciale sulle elezioni, ma è proprio su questo punto che la Diacci intende fare chiarezza. Ed ha già presentato richiesta degli atti ufficiali delle elezioni, per ottenere la documentazione cartacea. A spingere il centro-destra, la certezza di aver ricevuto diverse preferenze individuali nel seggio 15. «Diversi nostri elettori ci hanno confermato di aver segnato anche i consiglieri, e lo stesso mi è stato raccontato da alcuni rappresentanti di lista presenti a Jano. Fra l’altro non nostri rappresentanti di lista, ma di altre formazioni sono certi di ricordare preferenze per i nostri esponenti».
Da diverse fonti, in effetti, risulterebbero 17 voti a candidati del centro-destra. Dodici a Giuseppe Pagliani, di cui quattro con doppia preferenza uomo/donna, con Anna Ganassi come indicazione femminile.
A completare il conto, una preferenza alla stessa Diacci, probabilmente una svista del votante, visto che il candidato sindaco riceve in automatico tutte le indicazioni della lista.
«Il problema comunque c’è stato – conclude – e noi vogliamo arrivarci in fondo, stiamo valutando tutte le mosse da fare, anche a livello formale. Non accusiamo nessuno, ma vogliamo chiarezza». (adr.ar.)
