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«Scandiano, serve una scossa»

«Scandiano, serve una scossa»

La presidente della Pro loco Daniela Prati spiega i motivi delle sue dimissioni irrevocabili

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SCANDIANO. La Pro loco di Scandiano sta perdendo i pezzi e rischia il commissariamento. Dipenderà da quanti altri consiglieri sceglieranno di dimettersi dopo la decisione del presidente di lasciare. Daniela Prati, presidente della Pro loco di Scandiano, ha infatti rinunciato alla sua carica dopo l’ultima assemblea che si è svolta martedì scorso e che ha visto l’approvazione del bilancio dell’associazione. Un bilancio positivo, con tanto di utile di circa duemila euro, ma con l’amarezza da parte di Daniela Prati di dover dare le proprie dimissioni, seguite da quelle di altri consiglieri, per una serie di incomprensioni nate all’interno del consiglio direttivo e, soprattutto, per una carenza di forze all’interno della stessa Pro loco che, di fatto, ha “sovraccaricato” di lavoro i pochi volontari disposti a fare qualcosa.

L’aria che si respira alla Pro loco di Scandiano è quella dell’armiamoci e partite?

«Siamo riusciti a portare a termine le varie iniziative che avevamo messo in programma – spiega la presidente dimissionaria Daniela Prati – e, dopo l’approvazione del bilancio, io e altri consiglieri abbiamo ritenuto opportuno dare le dimissioni dalle nostre cariche, anche perché in questo modo vogliamo fare presente che sono troppo poche le persone che si dedicano veramente al volontariato e che organizzano gli eventi. Solo per fare un esempio, nel caso dei mercatini eravamo solo in tre a preparare e attrezzare le aree delle esposizioni».

Il volontario è una specie in via d’estinzione?

«Quasi tutte le associazioni hanno la necessità di reperire dei volontari. Come Pro loco vi è una grande necessità di persone disposte a fare del volontariato, ma che sia quello vero e non un modo per poter fare emergere i propri personalismi o interessi. Nell’ultima assemblea di approvazione del bilancio, alcune persone hanno chiesto di poter fare più iniziative: una richiesta sicuramente lecita. Però, per organizzare eventi sono necessarie le forze e le risorse e non solo le idee. Molte persone che sono al di fuori non possono capire quanta burocrazia e quanto lavoro comporti mettere in piedi un evento. Se a questo si aggiunge che sono pochissime le persone che danno una mano, il risultato è che alla fine si ritiene più giusto arrendersi e lasciare per non trascurare la famiglia e il lavoro».

Come descriverebbe un anno da presidente della Pro loco a Scandiano?

«Sicuramente un anno intenso, faticoso e importante. Intenso perché sono state tantissime le iniziative che sono state realizzate e portate a termine, come ad esempio il programma europeo e le varie manifestazioni. Faticoso perché eravamo troppo pochi a lavorare e con troppe persone alla finestra a esprimere il loro parere. Importante, perché ho conosciuto tantissime persone e ho visto tantissime cose».

Le dimissioni sono irrevocabili?

«Sì, perché non voglio trascurare la mia famiglia e il lavoro. Per un anno ho svolto il ruolo di presidente della Pro loco di Scandiano e ho toccato con mano la carenza di volontariato che è presente in generale e in particolare in questa associazione. Spero che le mie dimissioni servano a scuotere qualcosa e a convincere gli scandianesi a dedicare un poco del loro tempo al volontariato».

Paolo Ruini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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