Gazzetta di Reggio

Reggio

Colpito da chikungunya dopo un viaggio

Colpito da chikungunya dopo un viaggio

Un 62enne ha contratto il virus durante il soggiorno a Santo Domingo ma non è in pericolo di vita

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RUBIERA. Sbarca nel Reggiano la chikungunya. Un caso di questo particolare tipo di febbre tropicale, trasmessa all’uomo dalla zanzara tigre, è stato individuato a Rubiera. I sintomi sono stati riscontrati in un 62enne rubierese, che ha contratto il virus nel corso di un viaggio nella Repubblica Dominicana, dove è in corso una vera e propria epidemia della malattia, diffusa in quasi tutte le isole dei Caraibi.

Le condizioni del rubierese, comunque, fanno sapere dell’Ausl di Reggio, sono buone e i sintomi non sarebbero gravi, tanto che non si è reso necessario il ricovero ospedaliero.

Febbre alta, cefalee, forti dolori muscolari e articolari: questi i sintomi della malattia, che in Italia è nota per l’epidemia che aveva toccato circa 130 persone in Romagna nel 2007.

Almeno per il momento però, nel Reggiano «non c’è nessun allarme – spiega la dottoressa Giovanna Mattei, immunologa dell’Ausl – Si tratta di una malattia legata ai viaggi, provocata da un virus e trasmessa tramite le punture della zanzara tigre. La zanzara è il vettore indispensabile per la diffusione della malattia, che non si trasmette da uomo a uomo. Purtroppo, da anni anche da noi esistono esemplari della stessa famiglia della zanzara tigre, la cui diffusione quest’anno sarà probabilmente più forte del solito a causa dell’inverno poco freddo e della primavera molto piovosa».

Gli interventi, coordinati dall’Ausl reggiana in collaborazione con il Comune, hanno comportato una serie ripetuta di disinfestazioni nel centro storico di Rubiera, operate nei luoghi di permanenza del 62enne. «Esiste un protocollo, elaborato dalla Regione nel 2007 in seguito all’epidemia che si è manifestata in Romagna – prosegue la Mattei – c’è un laboratorio di analisi con sede a Bologna che è attivo tutti i giorni ed è specializzato su chikungunya e dengue; inoltre eseguiamo diversi interventi di disinfestazione, per contrastare la diffusione del virus».

Le persone più a rischio sono gli anziani e i bambini, oltre a quelle che si trovano all’aperto nelle ore di azione del vettore, ossia le zanzare.

«Non esiste un vaccino, ma tutti i medici di base sono stati avvertiti della possibile presenza del virus e possono riconoscerne facilmente i sintomi. La malattia di solito non comporta rischi gravi per la salute, a differenza della dengue, ma è altamente invalidante: il nome “chikungunya” significa infatti “quello che contorce e fa piegare”, ed è riferita agli effetti sui muscoli dei pazienti, che possono perdurare molti mesi».

Daniele Valisena