Gazzetta di Reggio

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Finanziere corrotto, perizia psichiatrica

Finanziere corrotto, perizia psichiatrica

Chiesta dal difensore per chiarire se era infermo di mente quando chiese il pizzo. Morto altro imputato

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REGGIO. Non sono mancati i colpi di scena, ieri mattina, davanti al gup Antonella Pini Bentivoglio relativamente alla vicenda di concussione che riguarda, principalmente, il 49enne Paolo Mari, al tempo in servizio alla guardia di finanza di Carpi ed ora sospeso. Il finanziere – che ha confessato – aveva chiesto nel marzo di tre anni fa 5mila euro ad un barista di Reggio per evitare controlli.

Ieri il suo difensore, cioè l’avvocato Noris Bucchi, ha presentato una richiesta di rito abbreviato (quindi con sconto di pena di un terzo), producendo congiuntamente documentazione sulle condizioni psichiche del suo assistito – presente in aula – al fine di chiedere una perizia psichiatrica. «Chiedo che il giudice valuti l’applicabilità di una perizia psichiatrica – ha spiegato al termine dell’udienza l’avvocato Bucchi – al fine di capire se Mari fosse o meno capace d’intendere e di volere al momento del fatto». Sul punto il gup Pini Bentivoglio si è riservato e comunicherà la sua decisione dell’udienza fissata per il 25 settembre. Ma non è stata solo questa la novità processuale, in quanto è tragicamente uscito di scena uno degli altri due imputati per concorso in concussione. Il camionista 38enne Massimo Diploma – che viveva a Salvaterra ed era difeso dall’avvocato Antonio Silipo – è infatti morto nell’incidente verificatosi il 3 aprile scorso lungo l’A14. La sua posizione è stata quindi stralciata dal processo per morte del reo. Resta, invece, sotto processo il 39enne Antonello Di Carlo (residente a Reggio) che è difeso dall’avvocato Mattia Fontanesi. Come ricostruito dagli inquirenti, abusando della sua posizione di finanziere, Mari si era presentato in un bar di Reggio ed esibendo il tesserino identificativo aveva chiesto al proprietario prima 2mila e poi 5mila euro: in caso contrario avrebbe attivato controlli delle fiamme gialle e dall'Ausl.

A denunciare l'episodio era stato lo stesso barista che il 10 marzo 2011 aveva riferito ai carabinieri di essere stato minacciato da Mari. I militari insieme alla guardia di finanza avevano poi fotocopiato i soldi e si erano appostati per seguire la consegna della somma oggetto della concussione. Solo qualche minuto più tardi, scorgendo l'auto civetta dei carabinieri, il finanziere aveva gettato a terra la busta coi soldi. Ma era stato subito arrestato.(t.s.)