Frode fiscale: Rossi trovava i “clienti”, la Cna lo sospende
L’ufficio di presidenza lascia a casa senza stipendio il funzionario, annunciando un giro di vite tra gli associati disonesti
REGGIO
Individuava gli imprenditori che volevano evadere le tasse e procacciava i prestanome da mettere a capo delle società che producevano le fatture false. Queste le ipotesi che hanno portato all’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale nei confronti di Andrea Rossi, impiegato della Cna di Bagnolo, indagato insieme ad altre 40 persone nell’inchiesta Octopus che sta facendo tremare Reggio. Il complicato sistema di aziende cartiere manovrato dal giornalista e faccendiere Marco Gibertini con la complicità anche di personaggi di spicco della criminalità organizzata, ha contabilizzato una frode pari a 33 milioni di euro, con un’evasione fiscale di 13 milioni di euro. Motivi sufficienti per far scattare il provvedimento da parte della Cna nei confronti di Rossi, che è stato lasciato a casa senza stipendio. «È stata inviata la contestazione disciplinare con provvedimento di sospensione all’impiegato della Cna di Bagnolo che si è reso autore di comportamenti illeciti - ha comunicato ieri l’associazione degli artigiani presieduta da Nunzio Dallari - abbiamo già avviato l’istruttoria formale che definirà quanto prima i provvedimenti da assumere nei confronti degli imprenditori associati coinvolti nell’indagine». A essere pescato nel mazzo è anche Tristano Mussini, ex presidente della Cna, patron della Cop Asfalti, azienda di famiglia che avrebbe utilizzato fatture false per un importo di 17mila euro. La moglie di Mussini, Patrizia Montanari, è stata iscritta nel registro degli indagati in quanto amministratore unico della ditta. «Noi ci battiamo contro l’eccessiva tassazione e la troppa burocrazia ma condanniamo senza riserve i comportamenti fuori dalla legalità perché essi inquinano un sistema economico che riteniamo ancora sano, fatto soprattutto di gente onesta e affidabile» afferma l’associazione, che due giorni fa ha riunito l’ufficio di presidenza per avviare la sospensione di Rossi. «Cna non ha nulla da nascondere - dicono i vertici - In questa incredibile vicenda è parte lesa e, senza aver fatto nulla, sta subendo un danno non indifferente. Non possiamo dimenticare, però, che la responsabilità dei reati è individuale e che Cna è estranea totalmente al disegno criminoso che emerge dalle indagini. Al contempo, ferma restando la presunzione d’innocenza, siamo assolutamente sbigottiti dai comportamenti delle persone indagate descritte dagli inquirenti. Ciò che sconvolge maggiormente della fotografia fornita dal procuratore della Repubblica, sono i collegamenti tra un sistema di evasione e gruppi della criminalità organizzata. Un fatto gravissimo che va condannato».
